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Verdure bollite? No, sbollentate!

Roma, 5 novembre 2018 – Pensate che un piatto di zucchine lesse siano il massimo della salute in cucina? Avete ragione a metà. Le verdure bollite hanno il vantaggio di essere ben digeribili e di evitare l’uso di olio o burro per la preparazione, ma durante una cottura prolungata rilasciano nell’acqua (che di solito viene gettata via) molti nutrienti, in particolare vitamine idrosolubili, quali la vitamina C e quelle del gruppo B come i folati, e sali minerali, come il potassio. Ecco perché un’ottima alternativa è sbollentare gli ortaggi, ossia passarli in acqua per pochi minuti. Una tecnica che mantiene gli ortaggi più saporiti, permettendo di ridurre l’uso del sale, e ha parecchi benefici: limita la dispersione dei nutrienti, ammorbidisce le pareti cellulari di alcuni vegetali, come i fagiolini, e rende meglio assimilabili dal nostro organismo alcune molecole bioattive. È il caso delle carote, più salutari da sbollentate che da crude. I carotenoidi, che hanno un effetto positivo sul sistema immunitario e nel contrastare l’effetto dei radicali liberi, vengono assorbiti meglio dall’organismo se l’alimento che li contiene viene cotto.

La verdura è una colonna portante della dieta mediterranea che considerata una delle più salutari al mondo. Per il resto si basa su frutta, grassi omega 3 e carboidrati non raffinati (entrano più facilmente nella catena metabolica). E’ dimostrato da studi scientifici che alcune patologie reumatologiche (e malattie reumatiche auto-immuni) come l’artrite psoriasica o la stessa psoriasi sono meno diffuse nei Paesi del bacino del Mediterraneo rispetto al resto dell’Europa. Questo è dovuto anche ad un’alimentazione più sana e all’esposizione al sole.