Grandi malattie

Che cos'è il tumore

tumore

Si parla di tumore quando all’interno dell’organismo si verifica la crescita di una massa in continua espansione originata da una singola cellula ‘difettosa’, attraverso un processo di riproduzione alterato. Il tumore può essere di due tipi: benigno e maligno. Il primo rimane limitato all’organo in cui ha origine, mentre quello maligno - nel corso di un processo che può avere una durata estremamente variabile da pochi mesi a molti anni - si estende ad altri organi, fino a colpire e compromettere tessuti vitali quali ad esempio il polmone, il fegato, il cervello. Questo processo, che prende il nome di metastasi e rappresenta la fase più avanzata della progressione tumorale, costituisce la causa di gran parte dei decessi per cancro. Ancora non si conoscono esattamente quali siano i fattori scatenanti dei tumori, ma si sa che ne esistono di ereditari, ambientali e legati allo stile di vita, che possono aumentare la probabilità che si verifichino le mutazioni cellulari appena descritte.

Epidemiologia

I tumori più diffusi in Italia sono quello del colon, dei polmoni, della mammella, della prostata, della pelle e quello gastro-intestinale.

Secondo le stime dell’AIRTUM (associazione italiana registri tumori) in Italia il 4% della popolazione vive con una diagnosi di tumore (2.250.000 italiani), la fascia più colpita riguarda le donne e le persone anziane. Tra le donne il cancro più diagnosticato è quello della mammella, mentre negli uomini quello della prostata.

Sono state inoltre riscontrate differenze geografiche: al Nord la percentuale di persone viventi con tumore si attesta al 5% mentre è intorno al 2 e 3% al Sud.

A quasi il 2,2% della popolazione (1.300.000 italiani) è stato diagnosticato un carcinoma da più di 5 anni, spesso la malattia è stata superata  e l’1,5% (800.000 persone) vive dopo oltre 10 anni dall’ individuazione.

Rispetto al 1992, il numero di persone viventi con tumore è quasi raddoppiato . Ciò è dovuto in parte all’aumento di nuovi casi, ascrivibile all’invecchiamento della popolazione e all’aumento di incidenza per qualche tumore, e in parte alla migliorata sopravvivenza dopo il cancro.

Prevenzione

La prevenzione mira a rimuovere le cause o i fattori di rischio che gli studi epidemiologici hanno dimostrato essere associati allo sviluppo della malattia. È consigliabile adottare fin da giovanissimi uno stile di vita più sano:

  • non fumare;
  • svolgere una regolare attività fisica;
  • seguire un’ alimentazione sana;
  • moderare il consumo di alcolici;
  • mantenere un’esposizione moderata ai raggi solari;
  • evitare l’esposizione ad agenti cancerogeni noti (ad esempio amianto, radon, ecc.);
  • proteggersi dalle infezioni (papilloma virus, epatite, ecc.).

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Nella maggior parte dei casi i tumori rimangono asintomatici per molti anni ed esordiscono con disturbi aspecifici, che possono cioè essere causati anche da altre patologie, talvolta di scarsa rilevanza clinica. Inoltre, nelle fasi iniziali in genere le lesioni cancerose non sono dolorose. Il successo nel trattamento aumenta, anche in modo sostanziale, se il tumore è diagnosticato allo stadio iniziale della malattia. Per quei tumori per i quali vi è la disponibilità di esami efficaci, viene effettuato, ad intervalli regolari, un controllo detto screening. Tramite questo test diagnostico è possibile scoprire se una persona sia già nella fase iniziale della malattia. È stato dimostrato che laddove vengono organizzati programmi di screening, che coinvolgono una determinata fascia di popolazione, nel tempo la mortalità si riduce.

Terapie

Una volta diagnosticato un tumore le opzioni terapeutiche che vengono prese in considerazione sono: la chirurgia, la chemioterapia, la radioterapia, e le terapie mirate (o target therapies).

La chemioterapia consiste nell’utilizzo di farmaci citotossici, per colpire le cellule malate. Purtroppo la loro somministrazione compromette anche le cellule sane dell’organismo e può causare spiacevoli effetti collaterali (perdita di capelli, nausea, ecc.). Oggi fortunatamente questi disturbi sono sempre più contenuti e, grazie all’impiego di trattamenti mirati e adeguati accorgimenti (alimentazione, attività fisica, ecc.) è possibile ridurre al minimo i disagi.

La radioterapia viene eseguita solitamente dopo l’intervento, anche se esiste la possibilità di applicarla contestualmente all’operazione, in una sola seduta (radioterapia intraoperatoria). Questa tecnica si avvale di raggi X, che vengono puntati sulla zona operata, con l’obiettivo di distruggere le cellule malate eventualmente presenti nei tessuti circostanti l’incisione chirurgica.

Le target therapies, che colpiscono bersagli mirati (target), si differenziano dalla chemioterapia perché non agiscono a livello sistemico, ma su meccanismi specifici responsabili della crescita e della sopravvivenza delle cellule tumorali lasciando incolumi quelle sane. Queste terapie rappresentano un notevole passo avanti, anche se purtroppo non sono efficaci per tutti i pazienti e ottengono benefici solo contro certi tipi di cancro e in determinati stadi della malattia.

Al termine delle terapie va attuato un programma di controllo, follow-up, che consiste in visite ed esamidi varia natura , per monitorare lo stato di salute del paziente.

La vita dopo il tumore

Sempre più persone oggi riescono a superare il cancro e a tornare alla vita di prima. Molto importante, per facilitare il pieno reintegro, è riuscire a tornare al proprio lavoro e mantenere una soddisfacente vita di relazione Acquistano quindi sempre più peso temi come il mantenimento della fertilità, la possibilità di adottare figli e di venire reintegrati nel proprio ruolo occupazionale. Esistono associazioni di pazienti che si battono per far valere i diritti dei malati ed hanno ottenuto in questi anni importanti traguardi: clicca qui per conoscere la Federazione delle Associazioni di Volontariato Oncologico (FAVO) che riunisce le più importanti ed attive.