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Toscana: nel 2017 stimate 24.500 nuove diagnosi di tumore

Firenze, 15 maggio 2018 – In Toscana nel 2017 sono stati stimati 24.500 nuovi casi di tumore (12.450 uomini e 12.050 donne), con una tendenza che rispecchia quella nazionale: un andamento stabile delle nuove diagnosi fra gli uomini e un incremento fra le donne. Infatti nel 2014 nella Regione erano state registrate 24.114 nuove diagnosi (12.378 uomini e 11.736 donne). Nella popolazione generale le cinque neoplasie più frequenti nel 2017 sono state quelle del colon retto (3.700), seno (3.250), polmone (2.950), prostata (2.500) e melanoma (1.250). La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è pari al 62,2% (65% donne e 56% uomini), dato che colloca la Toscana al secondo posto a livello nazionale dopo l’Emilia-Romagna (62,4%) e davanti al Veneto (61,5%). La fotografia dell’universo cancro in tempo reale nella Regione è raccolta nel volume “I numeri del cancro in Italia 2017” realizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dall’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) e dalla Fondazione AIOM, e presentato oggi a Firenze con l’intervento dell’Assessore alla Salute, al welfare e all’integrazione socio-sanitaria della Regione Toscana, Stefania Saccardi. “Ogni giorno nel nostro territorio sono stimate circa 67 nuove diagnosi di cancro – spiega Andrea Michelotti, coordinatore AIOM Toscana -. Da un lato, il progressivo invecchiamento della popolazione determina un inevitabile aumento dei nuovi casi. Dall’altro, il cancro rappresenta la patologia cronica su cui le campagne di prevenzione mostrano i maggiori benefici: infatti il 40% dei casi è evitabile seguendo uno stile di vita sano. Ma serve più impegno in questa direzione. Preoccupa in particolare in Toscana il notevole aumento, pari al 24%, delle diagnosi di melanoma, passate da 1.002 nel 2014 a 1.250 nel 2017. La primavera e le giornate di sole favoriscono le possibilità di stare all’aria aperta, ma bisogna sempre proteggersi dai raggi solari, soprattutto nelle ore centrali, fra le 12 e le 16”.
“La Toscana è tra le cinque Regioni italiane con la più alta speranza di vita alla nascita – sottolinea l’Assessore Saccardi -. Le stime 2016 posizionano l’attesa di vita media a 85,6 anni per le donne e 81,2 per gli uomini, in aumento dopo l’arresto subito nel 2015, anno nel quale si è osservato un deciso aumento della mortalità generale in tutto il Paese. Si tratta di valori più alti della media italiana di circa 6 mesi in entrambi i generi. Non solo. La nostra Regione è tra le prime anche per speranza di vita di una persona giunta al compimento del 65° anno d’età: 22,8 anni per le donne e 19,5 anni per gli uomini, contro una media italiana rispettivamente di 22,4 e 19,1 anni. Questi dati rappresentano una misura sintetica dello stato di salute della popolazione, la speranza di vita è infatti frutto della combinazione della prevalenza di corretti stili di vita in una popolazione, dell’incidenza delle malattie e della qualità delle cure dei servizi sanitari”. Si stima che in Toscana vivano 204.140 persone dopo la diagnosi di tumore. “In Toscana l’attenzione all’oncologia è molto alta – continua l’Assessore Saccardi – e ha avuto un ulteriore sviluppo grazie alla fusione tra ITT (Istituto Toscano Tumori) e ISPO. L’attuale ISPRO (Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica) favorisce la governance del settore oncologico. Per essere più vicini ai pazienti oncologici, andare incontro alle loro esigenze, assisterli meglio nel loro percorso e migliorare anche i tempi di attesa, abbiamo istituito gli Aiuto Point, che ora sono presenti in tutte le aziende sanitarie e ospedaliero-universitarie toscane. Aiuto è l’acronimo di Assistenza, Informazione, Urgenze nel Trattamento Oncologico. I pazienti seguiti già da una struttura oncologica non devono più rivolgersi al Cup per i propri controlli, ma è l’Aiuto Point a prenotare tutte le prestazioni previste e ad assicurare tutti gli adempimenti amministrativi in materia di esenzione, avvio dell’iter per il riconoscimento dell’invalidità civile, facilitazione dell’accesso. Un modo per accompagnare e aiutare le persone in una fase delicata della loro vita, facendo sì che non debbano farsi carico anche della faticosa organizzazione dei loro controlli”.
L’alto livello dell’assistenza oncologica in Toscana è evidenziato anche dall’adesione agli esami di screening anticancro, superiore alla media nazionale. Nel 2016, il 49,3% dei cittadini ha eseguito il test per individuare in fase precoce il tumore del colon-retto (esame del sangue occulto nelle feci, la media nazionale è del 36%). Il 72,9% delle cittadine ha eseguito la mammografia (44% Italia) per la diagnosi precoce del tumore del seno. La Regione Toscana nel 2016 ha deciso di allargare la fascia di età per la mammografia accogliendo le donne dai 45 ai 74 anni. È previsto che questa iniziativa si realizzi gradualmente in un periodo di circa 5 anni. Alle cittadine di età inferiore ai 50 anni viene offerta la mammografia annuale, alle over 50 il controllo è garantito ogni 2 anni. E, nel 2016, il 56,6% delle donne toscane si è sottoposto allo screening cervicale (fondamentale per la diagnosi precoce del tumore della cervice uterina): anche in questo caso il dato è migliore rispetto alla media nazionale (30%). “In Toscana – continua il dott. Michelotti – lo screening per il tumore della cervice uterina sta attraversando una fase di transizione dal tradizionale invito a eseguire il Pap test all’utilizzo del test HPV come screening primario coinvolgendo progressivamente tutte le ex Aziende USL della Regione Toscana. Il nuovo programma di screening stabilisce il mantenimento del Pap test ogni 3 anni nella fascia di età 25-33 anni e l’introduzione del test HPV ogni 5 anni nelle donne di età compresa fra 34 e 64 anni. Il Piano Regionale della Prevenzione (PRP) 2014-2018 prevede il completamento di questo processo entro il 2019”.
“In Toscana – sottolinea Gianni Amunni, Direttore Generale ISPRO – prevenzione, cura e ricerca sono organizzate attraverso la rete oncologica regionale. Un sistema di accessi diffusi nel territorio consente al cittadino di entrare nei percorsi di cura direttamente nel proprio luogo di residenza e di disporre di una valutazione multidisciplinare. Questo sistema ha consentito di raggiungere risultati importanti in termini di qualità e omogeneità dell’assistenza. L’ISPRO, ente del Servizio Sanitario della Regione Toscana, sede dell’Osservatorio Nazionale Screening e della Banca Dati nazionale dei Registri Tumori, oltre a promuovere, produrre, misurare e studiare azioni di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, coordina la rete oncologica e favorisce sinergie per la ricerca in campo oncologico”. “La mortalità per tumori nella Regione continua a ridursi, in particolare tra gli uomini, proprio grazie ai progressi nei programmi di screening e nelle cure – afferma Carlotta Buzzoni, vicepresidente AIRTUM -. In Toscana nel 2014 (ISTAT, ultimo anno disponibile) sono stati 12.149 i decessi attribuibili a tumore. Nella Regione la neoplasia che ha fatto registrare il maggior numero di decessi è quella del polmone (2.299), seguita da colon retto (1.258), pancreas (802), stomaco (784) e seno (697). La mortalità per cancro in Toscana è inferiore alla media nazionale e in continua diminuzione: nel 2014, sono deceduti per tumore circa 340 uomini ogni 100mila (348,5 Italia) e 192 donne ogni 100mila (195,7 Italia)”. Nella Regione (Report del sistema di sorveglianza PASSI 2014-2017), la sedentarietà è meno diffusa rispetto all’Italia (30,2% vs 33,6%). Sovrappeso e obesità interessano, rispettivamente, il 28,1% e l’8,2% dei toscani (31,7% e 10,7% Italia). Sono ancora troppi i fumatori, pari al 24,9% della popolazione (un toscano su quattro), una quota di poco inferiore rispetto alla media nazionale (26%).
“Dobbiamo spingere maggiormente il sistema sulla prevenzione primaria e secondaria (ambito in cui la spesa sanitaria in Italia è ancora bassa) per ridurre il numero di nuovi casi di tumore e avere così più risorse disponibili per curare, che potrebbero essere utilizzate per migliorare l’accesso di tutti i pazienti alle terapie innovative – continua Sergio Bracarda, membro del Direttivo nazionale AIOM e Direttore dell’Oncologia Medica di Arezzo e del Dipartimento Oncologico dell’Azienda USL Toscana SUDEST -. Oggi infatti ad armi efficaci come la chemioterapia, la radioterapia e la chirurgia si sono aggiunte le terapie mirate e l’immunoterapia, permettendo di migliorare la sopravvivenza e garantendo una buona qualità di vita”.
“Sono oltre 3 milioni e trecentomila gli italiani che vivono dopo una diagnosi di cancro – conclude Stefania Gori, Presidente Nazionale AIOM e Direttore Dipartimento Oncologico dell’Ospedale Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar-Verona -. È un numero importante che evidenzia il peso della patologia oncologica e lo sforzo continuo per migliorare la sopravvivenza dei pazienti non solo in termini quantitativi ma anche di qualità di vita. Oggi le due neoplasie più frequenti, quella della prostata negli uomini e della mammella nelle donne, presentano sopravvivenze a 5 anni pari a circa il 90%, con percentuali ancora più elevate quando la malattia è diagnosticata in stadio precoce. Risultati sicuramente incoraggianti, che ci spingono a impegnarci ancora di più sia sul fronte della ricerca che della prevenzione”.

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