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Spondilite Anchilosante: oltre 40mila gli italiani colpiti

Roma, 1 agosto 2019 – Ha un nome strano e difficile da pronunciare ed è una comune forma di artrite infiammatoria. Si chiama Spondilite Anchilosante ed è stata definita anche la “malattia dell’uomo che non può guardare il sole”. A differenza dell’artrite reumatoide, colpisce più frequentemente persone di sesso maschile dopo i 25 anni. Si stima che solo nel nostro Paese i pazienti siano più di 40.000. Se non viene adeguatamente trattata determina un progressivo irrigidimento della colonna vertebrale con atteggiamenti in flessione obbligata del collo e impossibilità a flettere la colonna. “In molti casi la patologia è progressiva ed è causa di un grado di disabilità non inferiore a quello provocato dall’artrite reumatoide – afferma il dott. Luigi Sinigaglia, Presidente Nazionale della Società Italiana di Reumatologia (SIR) -. Ad oggi nonostante i grandi progressi ottenuti grazie alla ricerca medico-scientifica non esistono cure definitive per la spondilite anchilosante. Tuttavia sono disponibili alcuni farmaci in grado di diminuire l’infiammazione e il dolore e di alleviare i sintomi. Obiettivo della terapia è quindi ridurre l’intensità del dolore e della rigidità, contrastare la progressione del danno radiologico e prevenire così la disabilità”.

Come per altre gravi malattie reumatologiche risulta fondamentale la diagnosi precoce. “E’ molto importante per riuscire ad intervenire prima che sia troppo tardi – conclude Sinigaglia -. Consigliamo quindi di sottoporsi ad una visita medica con uno specialista in caso di dolore cronico. Questa va effettuata anche in caso di rigidità a livello della colonna vertebrale o delle articolazioni degli arti sia superiori che inferiori”.