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Le nostre ricette: “Zuppa di verdura e lenticchie”

E’ ATTIVO IL PROGETTO COOKING, COMFORT, CARE. L’OBIETTIVO: CREARE UNA NUOVA ALIMENTAZIONE PER I PAZIENTI

Seguire una sana alimentazione è una delle principali regole che dovrebbe rispettare una persona in cura per un tumore. Medici e cuochi si sono uniti per il progetto Cooking, Comfort, Care con l’obiettivo di creare una nuova alimentazione a misura di paziente: semplice ma gustosa, rispettosa delle esigenze del malato ma anche adatta al resto della famiglia. Un team composto da chef e medici ha elaborato una serie di speciali ricette utili per i pazienti con neoplasia del pancreas. La qualità di vita del paziente passa anche dalla tavola! Mangiare in modo adeguato evita la perdita di peso, riduce le tossicità provocate dalla chemio o dalla radioterapia, rinforza le difese dell’organismo e previene le complicanze post operatorie. Ecco come preparare un’ottima zuppa di verdura e lenticchie.

È un piatto che si può cucinare con qualsiasi verdura a tua disposizione. I vegetali e le lenticchie forniscono un’eccellente quantità di fibre e quindi la ricetta è ideale per pazienti che soffrono di stipsi.

Ingredienti per 6 persone
3 tazze d’acqua e di brodo di pollo
3 carote e 1 cipolla tritate
1 tazza di lenticchie secche
2 gambi di sedano tagliati
1 peperone rosso o giallo
1/4 tazza di riso
1 cucchiaino di basilico tritato
1 spicchio d’aglio
1 foglia di alloro
1/2 tazza di concentrato di pomodoro

Preparazione
In una grande casseruola, unire tutti gli ingredienti (tranne concentrato di pomodoro) e portare ad ebollizione
Cuocere a fuoco lento per 1 ora/1 ora e mezza
Aggiungere il concentrato di pomodoro, mescolare il tutto e cuocere per altri 10-15 minuti.
Prima di servire aggiungete sale, pepe e rimuovere l’alloro

Dati nutrizionali
206 calorie, 1,4 gr di grassi, 36 gr di carboidrati, 12,6 gr di fibre, 12,9 gr di proteine

VERO O FALSO?

IL CANCRO E’ UNA MALATTIA CHE ESISTE DA SEMPRE?

VERO! Anche se è stato definito come il “il Male del secolo” nel Novecento, i tumori accompagnano da sempre il cammino dell’umanità. Le prime testimonianze storiche risalgono a papiri egizi del 1600 a.C., in cui veniva chiamato “nemsu”, fino al termine “carcinoma” coniato dal medico greco Ippocrate. Personaggi storici di varie epoche come l’imperatore romano Ottaviano Augusto, San Francesco d’Assisi o il compositore Gioacchino Rossini sono deceduti a causa di una neoplasia. Un passo fondamentale è segnato da una data ben precisa, 8 novembre 1895: la radioterapia viene messa a disposizione della cura dei tumori. E il XX secolo non è più “storia del cancro”, ma pienamente oncologia moderna.

Negli ultimi 200 anni, il cancro è diventato una delle malattie più diffuse in tutto il mondo. Nel dicembre del 1971 il Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon firmò il National Cancer Act. Con quella legge, la Casa Bianca destinò ingenti finanziamenti alla ricerca medico-scientifica e trasformò il National Cancer Institute in un ente indipendente, con un solo obiettivo: rendere il tumore una malattia curabile. Le cause dell’aumento del numero di tumori in tutto il mondo sono: il costante aumento della vita media grazie ai successi nel trattamento delle malattie infettive, il sempre maggiore inquinamento ambientale e la tendenza tra la popolazione ad adottare stili di vita non salutari (fumo, abuso di alcol, sedentarietà e dieta scorretta).

Dal 1990 a oggi il tasso di mortalità per tumori è sceso del 20%. Tra i motivi di questo successo rientra anche l’innovazione prodotta dalla ricerca medica, che ha permesso di raggiungere risultati straordinari nella lotta contro moltissime neoplasie. Il cancro non è più un male incurabile perché oggi, rispetto al passato, gli scienziati lo conoscono in modo più approfondito

I SEGRETI DELL’ALIMENTAZIONE

Tutti i segreti (e i benefici) della curcuma

E’ una spezia originaria del sub-continente indiano ed è stata portata in Europa dagli inglesi nei secoli scorsi. Il suo nome è turmeric (in latino “terra interessante”), ma è più conosciuta come curcuma. Deriva da una pianta erbacea della famiglia Zinziberacee. Dalle radici opportunamente lavorate si ricava una polvere dal colore giallo arancio molto intenso (simile allo zenzero) che fa parte delle spezie che compongono il curry. Da oltre 5.000 anni è usata non solo in cucina, ma anche come ornamento e cosmetico. Inoltre è apprezzata per gli effetti benefici sulla salute.

E’ dimostrato infatti che:
– previene l’insorgenza della leucemia e di otto diversi tumori (seno, colon, prostata, bocca, polmoni, fegato, pelle, reni);
– è un potentissimo antiossidante in grado di trasformare i radicali liberi in sostanze innocue per il nostro organismo;
– migliora il funzionamento dell’apparato digerente perché incrementa la produzione di bile e il deflusso nell’intestino;
– pulisce i vasi sanguigni dal colesterolo cattivo (o LDL).
Dalla curcuma si ottiene la curcumina una sostanza che protegge il cervello ed è un potenziale strumento per prevenirne l’invecchiamento patologico.

I NOSTRI CONSIGLI

Pesce fresco? Ecco come riconoscerlo!

Il pesce è buono e soprattutto fa bene: è un alimento ricco di proteine, fosforo e antiossidanti, molto digeribile, privo di grassi. Molto spesso, però, c´è una domanda che ci blocca al momento dell’acquisto: come si riconosce il pesce fresco?

Ecco una serie di consigli pratici per i meno esperti.

1. L’odore. E´ il primo controllo che occorre fare annusando il pesce dalle branchie. Devono essere umide, rosee o rosso vivo e devono emanare un odore di mare, di salsedine. Non devono avere l´odore forte e fastidioso associato alla scarsa freschezza.

2. L’occhio. Più il pesce è vecchio, più l’occhio diventa concavo e scavato. Viceversa, più l´occhio è convesso, in rilievo rispetto alla testa ed è brillante, più il pesce è fresco.

3. La rigidità. Altra caratteristica da controllare è la rigidità del corpo. Il pesce che prendete in mano e penzola verso il basso non è freschissimo; quello che si mantiene rigido ha più probabilità di esserlo.

4. La compattezza delle carni. Infine l’ultima prova che potete fare è premere con un dito sul corpo del pesce; se resta il segno della pressione, non è freschissimo, in caso contrario sì.