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Pausa pranzo fuori casa: bastano alcuni accorgimenti per salvare la linea

Pausa pranzo fuori casa: bastano alcuni accorgimenti per salvare la linea

LONTANO DALLE MURA DOMESTICHE SI POSSONO CONSUMARE PASTI SANI E VELOCI. PER I SANDWICH PREFERITE QUELLI CON PANE E RISO INTEGRALE GERMOGLIATO

Oltre 12 milioni di italiani devono trascorrere la loro pausa pranzo fuori casa. E quindi per questa categoria di studenti o lavoratori si pone un problema, cosa mangiare? Negli ultimi anni la crisi economica, il poco tempo a disposizione e la non voglia di cucinare hanno costretto molti connazionali a consumare panini, pizze o piadine. Il rischio che si corre è quello di mangiare male e poco a pranzo e quindi abbuffarsi alla sera. Ma è possibile riuscire ad avere un’alimentazione sana anche lontano da casa? Certo, basta seguire alcune semplici regole:

  1. Niente pausa alla scrivania: devi staccare e non lavorare durante il break. Dopo mangiato vai a fare quattro passi per favorire la digestione
  2. Preferisci un monopiatto equilibrato: come proteine, grassi e carboidrati, ad esempio riso (meglio se integrale e germogliato), pesce e verdure, oppure pasta e legumi
  3. Consuma un frutto a metà mattina e pomeriggio: gli esperti raccomandano di mangiare tutti i giorni almeno cinque porzioni di frutta e verdura fresca
  4. Panino sì ma di qualità! Il sandwich è una scelta comoda e pratica e può essere anche salutare. Evitate quindi di farcirlo con salumi o salse troppo grasse e state attenti anche al pane. Quello classico bianco contiene spesso alcool, conservanti e additivi. Ne esiste però uno innovativo fatto solo con farina integrale a cui viene aggiunta l’azione del riso integrale germogliato e del lievito madre. E’ lasciato a riposo e a maturazione per quattro giorni in modo da creare un buono e sano pane integrale
  5. Portati sempre dietro uno spazzolino: l’igiene orale è importante e va curata tutti i giorni
COME LEGGERE LE ETICHETTE

Ecco le informazioni che non devono mai mancare

Anche gli alimenti hanno le loro “carte d’identità”: le etichette. Riportano tutte le informazioni più importanti sui contenuti nutrizionali. Secondo le norme stabilite dal Ministero della Salute devono contenere obbligatoriamente queste informazioni:

  • la denominazione dell’alimento ed elenco degli ingredienti;
  • qualsiasi ingrediente o coadiuvante tecnologico elencato nell’allegato II o derivato da una sostanza o un prodotto elencato in detto allegato che provochi allergie o intolleranze usato nella fabbricazione o nella preparazione di un alimento e ancora presente nel prodotto finito, anche se in forma alterata;
  • la quantità di taluni ingredienti o categorie di ingredienti;
  • la quantità netta dell’alimento;
  • il termine minimo di conservazione o la data di scadenza;
  • le condizioni particolari di conservazione e/o le condizioni d’impiego;
  • il nome o la ragione sociale e l’indirizzo dell’operatore del settore alimentare di cui all’articolo 8, paragrafo 1;
  • il Paese d’origine o il luogo di provenienza ove previsto all’articolo 26;
  • le istruzioni per l’uso, per i casi in cui la loro omissione renderebbe difficile un uso adeguato dell’alimento;
  • per le bevande che contengono più di 1,2% di alcol in volume, il titolo alcolometrico volumico effettivo;
  • una dichiarazione nutrizionale;

Tutte queste indicazioni devono essere stampate in modo chiaro e leggibile; il carattere deve avere una dimensione non inferiore a 1,2mm mentre nelle confezioni più piccole il carattere non deve essere inferiore a 0.9mm. Secondo una legge del dicembre del 2014 tutti gli operatori del settore alimentare sono obbligati a rispettare le disposizioni generali del Regolamento (UE) 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, che aggiorna e semplifica le norme precedenti sull’etichettatura degli alimenti.

Per maggiori informazioni visita www.salute.gov.it.

LO SAPEVI CHE

Un bambino su tre dorme troppo poco?

Il 35% dei giovani italiani passa meno di 9 ore a letto la notte. È quanto sostiene una ricerca del progetto “BuonaNotte”, condotta dalla Fimp (Federazione Italiana Medici Pediatri) e dall’Associazione Genitori Attenti! L’indagine ha visto la partecipazione di 166 pediatri di famiglia e sono stati coinvolti oltre 4.000 bambini. “I dati preliminari dello studio mettono evidenza – riferisce Mattia Doria, responsabile nazionale Fimp della ricerca – che il 19% dei bambini sotto i 6 anni utilizza tablet e/o smartphone oltre 3-5 volte a settimana e il 10% lo fa tutti i giorni, solo il 54% dorme nel proprio letto per la maggior parte delle ore notturne e ben il 17% si addormenta guardando la Tv”. “Andare a letto tardi e utilizzare il tablet o lo smartphone – osserva Giampietro Chiamenti, presidente nazionale Fimp – risulta strettamente correlato all’irrequietezza infantile”.

VERO O FALSO?

Il verde accende il benessere...VERO!!

Il giardinaggio è un perfetto antidoto contro lo stress quotidiano. Lavorare nel prato di casa, infatti, fa bene al corpo e anche allo spirito. Secondo diversi studi scientifici recenti, le attività tipiche del giardinaggio (come scavare, trapiantare, lavorare il compost, zappare, potare le piante, spingere la carriola, annaffiare, tosare l’erba e seminare) producono sull’organismo gli stessi effetti positivi di un’attività sportiva moderata. Non bisogna poi dimenticare che occuparsi delle proprie piante migliora l’umore e riduce il livello di cortisolo, l’ormone dello stress. E poi non ci si annoia mai! Il giardino ha infatti bisogno di cure costanti e varie. L’unica precauzione, attenzione al mal di schiena nel sollevare pesi: ricordate di piegare le gambe. Le attività del giardinaggio sono adatte anche agli over 65 e infatti sono spesso raccomandate dagli esperti perché permettono anche a chi non è più giovanissimo di fare un po’ di moto.