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Ecco, i principali cibi anticancro

SONO TUTTI ALIMENTI TIPICI DELLA DIETA MEDITERRANEA E NON DEVONO MAI MANCARE SULLA TUA TAVOLA

E’ dimostrato da diversi studi scientifici che esistono degli alimenti che sono in grado di prevenire alcune pericolose patologie oncologiche. I principali sono:

  • Legumi: contengono gli isoflavonoidi (fitoestrogeni) che modulano l’azione degli ormoni sessuali, ostacolando la crescita tumorale
  • Semi e frutta secca: noci, mandorle, prugne secche sono ricchi di potassio e di composti anticancerogeni: come il laetrile delle mandorle, i fitosteroli delle arachidi, gli acidi grassi omega-3 delle noci, il selenio delle noci brasiliane o le vitamine A ed E dei semi di girasole, zucca e sesamo
  • Verdure e frutta: i vegetali sono particolarmente indicati contro il tumore del colon-retto. Vanno consumate quelle a foglia verde scuro (per esempio o barbabietole) o giallo arancione (carote e zucca). Ottimi anche i bulbi come porri, aglio o cipolle. E’ preferibile mangiare infine frutta di stagione e senza aggiungere zucchero o altri dolcificanti
  • Pesce: soprattutto quello azzurro (sardine, acciughe, sgombri), offre acidi grassi polinsaturi omega-3, coenzima Q10 e selenio

Sono tutti alimenti tipici della dieta mediterranea che quindi dimostra per l’ennesima volta di essere oltre che gustosa anche salutare. Anche per questi motivi il 16 novembre 2010 il Comitato intergovernativo riunito a Nairobi ha ufficialmente iscritto la dieta mediterranea nel patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

VERO O FALSO?

OGNI ANNO SOLO NEL NOSTRO PAESE 10MILA TUMORI SONO CAUSATI DAL FUMO DI SIGARETTA

FALSO! Sono addirittura 100mila i tumori ogni anno in Italia dovuti alle sigarette. L’85-90% di quelli al polmone, il 75% alla testa e collo (in particolare a laringe e faringe), il 25-30% al pancreas. Evidente l’impatto delle sigarette anche nell’incidenza del cancro della vescica, uno dei più frequenti. Il fumo inoltre aumenta del 50% la probabilità di sviluppare una neoplasia del rene e fino a 10 volte all’esofago. Secondo l’American Cancer Society, il consumo di tabacco è responsabile ogni anno nei Paesi industrializzati di circa il 30% di tutte le morti. In Italia, questa stima corrisponde a più di 180.000 decessi annui evitabili, in larga parte dovuti a malattie cardiovascolari, tumori e malattie dell’apparato respiratorio.

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (International Agency for Research on Cancer, IARC) ha raccolto, valutato e pubblicato, dal 1986, numerose monografie sulle evidenze scientifiche relative all’associazione tra fumo di tabacco e tumori. In aggiunta a bronchi e polmone, le evidenze attuali sono ritenute sufficienti per attribuire al fumo di tabacco un ruolo causale per molte altre sedi di tumore, in particolare: nasofaringe, cavità nasali, orofaringe, cavo orale, ipofaringe e laringe per la regione testa e collo; esofago, stomaco, fegato, colon-retto e pancreas per l’apparato digerente; rene, uretere, vescica  ovaio, cervice uterina per l’apparato urogenitale; e leucemia mieloide.

Una sigaretta contiene non solo tabacco, ma anche un numero altissimo di elementi dannosi e nocivi per il nostro organismo. A ogni boccata, durante la combustione, si sprigionano più di 4.000 sostanze chimiche. Tra le più pericolose il catrame, che contiene elementi cancerogeni che si depositano nel polmone e nelle vie respiratorie. I numeri parlano chiaro: il vizio è sempre più tinto di rosa. Nel nostro Paese sta calando il numero di uomini tabagisti però crescono le fumatrici, che da  4,6 milioni salgono agli attuali 5,7 milioni. Non solo. Il 26% delle fumatrici che ha avuto un figlio, continua con questo pericoloso vizio.

NOTIZIE DAL MONDO

Allarme: poca attività fisica per 8 ragazzi su 10

L’81% degli adolescenti 11 e 17 anni fa poca attività fisica e questo provoca effetti negativi sulla salute. E aumenta il rischio di morte del 20-30%. E’ questo l’allarme che viene lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) in un documento aggiornato nel quale si spiega che l’inattività fisica è un fattore chiave per lo sviluppo di patologie cardiovascolari, diabete e cancro. L’Oms sta lavorando ad un nuovo Piano d’azione globale, per ridurre del 10% la percentuale di persone inattive fisicamente entro il 2025.

A livello globale, sottolinea l’Oms in un documento aggiornato a febbraio 2018, circa il 23% degli adulti over-18 non è abbastanza attivo fisicamente (il 20% degli uomini ed il 27% delle donne). Nei Paesi industrializzati, la percentuale degli adulti inattivi raggiunge invece il 26% tra i maschi ed il 35% tra le donne, rispetto al 12% e 24% nei Paesi in via di sviluppo. Inoltre, rileva l’Oms, nonostante circa l’80% dei paesi membri abbia sviluppato politiche e piani per ridurre l’inattività fisica delle rispettive popolazioni, solo nel 56% di essi tali misure risultano operative.

TERZA ETA'

Il binomio vincente? Dieta sana e un po’ di moto

Oggi è sempre più possibile arrivare in forma alla terza età e mantenersi in salute a lungo. Gli anziani nel nostro Paese tendono però a ignorare le regole della prevenzione: eccesso di peso, sedentarietà e fumo sono molto diffusi fra questi cittadini. Il 57% degli over 65 è in sovrappeso o obeso, il 10% fuma, il 48,7% è sedentario e solo l’11% consuma 5 o più porzioni di frutta e verdura ogni giorno.

Una costante attività fisica e un regime alimentare corretto aiutano a prevenire malattie croniche e degenerative. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che una dieta ricca di pesce contribuisce a trascorrere la terza età in salute. Ma la dieta da sola non basta. Per migliorare il benessere psico-fisico è necessario fare movimento. Negli over 65 l’esercizio fisico deve variare a seconda dello stato di salute generale e dell’età. Alcune dritte per cominciare? Fare le scale invece di prendere l’ascensore; nascondere il telecomando e alzarsi dalla poltrona ogni volta che si cambia canale; camminare attorno alla casa, passeggiare in giardino, andare in bicicletta, o se possibile praticare un vero e proprio sport come il nuoto. In quest’ultimo caso, però, è consigliato rivolgersi al proprio medico, per valutare il grado di efficienza e resistenza dell’organismo ed evitare dannosi sforzi fisici!