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Tumori e carne rosse, facciamo un po’ di chiarezza

SECONDO ALCUNI STUDI IL CONSUMO AUMENTA IL RISCHIO PER ALCUNE NEOPLASIE. PAROLA D’ORDINE: MODERAZIONE!

Una bella bistecca di manzo (o maiale) al sangue è senza dubbio un piatto gustoso e rappresenta un’ottima fonte di proteine e altre sostanze nutritive. Ma è anche salutare? Nell’ottobre del 2015 un grande clamore mediatico è stato suscitato dalla pubblicazione dell’International Agency for Research on Cancer (IARC) sul legame tra il consumo di carni rosse e lavorate e lo sviluppo di alcune patologie oncologiche, in particolare del colon-retto. Il gruppo di esperti dello IARC ha definito il consumo di carni rosse come probabilmente cancerogeno per l’uomo (gruppo 2A), le carni lavorate sono state invece classificate come cancerogene per l’uomo (gruppo 1), sulla base di prove sufficienti che il loro consumo provochi il cancro del colon-retto. Gli esperti hanno poi concluso che ogni porzione di 50 grammi di carni lavorate mangiata ogni giorno aumenta in media il rischio di ammalarsi di tumore del colon-retto del 18% e che una porzione di 100 grammi di carni rosse mangiata ogni giorno aumenta in media tale rischio del 17%.

“L’analisi degli studi epidemiologici della letteratura che ha portato a questa pubblicazione descrive una realtà lontana da quella attuale italiana – sottolinea il dott. Fabrizio Nicolis, Presidente della Fondazione AIOM -. In particolare le modalità di conservazione e di trattamento delle carni non sono affini a quelle del nostro Paese. Tuttavia il richiamo dell’Agenzia internazionale non deve essere sottovalutato soprattutto per quanto riguarda la necessità di una maggiore educazione sulla alimentazione. Questo tipo di carni vanno quindi consumate nella dovuta modalità, due volte a settimana al massimo. Evita di cuocere troppo le bistecche alla griglia: la ghiotta crosticina, tipica della brace, è cancerogena e pericolosa (anche per il cuore). E’ preferibile cucinarla a temperature più basse o utilizzare altri metodi di cottura.  Il modo più semplice per garantire al proprio corpo le sostanze adeguate è variare il più possibile i cibi in tavola. La migliore delle diete possibili rimane quindi quella mediterranea dove è previsto il consumo di carne ma anche di pesce, frutta, verdura e cibi integrali”.

L’autopalpazione, il primo step contro il tumore del seno

ECCO I CONSIGLI PER COME SVOLGERE QUESTO ESAME SALVA-VITA

Il tumore del seno è la neoplasia femminile più diffusa in Italia e ogni anno fa registrare oltre 50mila nuovi casi. Quando la malattia viene individuata in fase precoce le guarigioni superano il 90%. La prevenzione secondaria può essere effettuata anche attraverso l’autopalpazione. Si tratta di un esame semplice e salva-vita che una donna può effettuare da sola a casa. Ecco i consigli per eseguirlo al meglio: devi posizionarti a dorso nudo in un ambiente ben illuminato davanti ad uno specchio. Le braccia vanno alzate, le mani portate dietro il capo e strette una nell’altra. La palpazione del seno sinistro deve essere svolta con la mano destra (piatta con le dita unite) con movimenti circolari (che coprono tutta la superficie del seno) andando dall’esterno verso l’interno fino ad arrivare all’areola e al capezzolo. Ricordati di esaminare sempre anche il cavo ascellare.

Durante l’esame è necessario prestare attenzione a:
• cambiamenti di forma e dimensioni di uno o entrambi i seni
• comparsa di noduli nel seno o nella zona ascellare
• secrezioni dai capezzoli
• alterazioni della cute del seno (avvallamenti, ispessimenti o arrossamenti)

“Va effettuata ogni mese a partire dai 20 anni, meglio se nella prima o seconda settimana dalla fine del ciclo mestruale – sottolinea la dott.ssa Stefania Gori, Presidente dell’Associazione Italiana Oncologia Medica (AIOM) -. Eventuali anomalie vanno subito segnalate al proprio medico di fiducia. L’autopalpazione è un primo strumento di prevenzione del tumore del seno, ma da sola non è sufficiente. Deve essere abbinata, a partire dai 50 anni, o anche prima in caso di familiarità o alterazioni, ad esami strumentali più precisi come la mammografia”.

I NOSTRI CONSIGLI

Menopausa, 4 regole per un’alimentazione perfetta

La menopausa è una fase molto delicata e transitoria nella vita della donna che tuttavia non deve essere considerata come un sinonimo esclusivo di invecchiamento. La fine del ciclo mestruale ha delle conseguenze sul benessere femminile e anche sull’apparato scheletrico. L’osso è un tessuto vivo con una crescita e un ricambio costanti. Ma con l’avvento della menopausa, il rinnovamento cellulare rallenta: il risultato può essere il declino della massa ossea ed il conseguente sviluppo dell’osteoporosi. E’ una malattia si può prevenire anche attraverso un’alimentazione sana ed equilibrata. Ecco alcuni consigli per una dieta perfetta dopo i 50 anni:
1. Aumentate il consumo di frutta fresca, verdure e ortaggi, ricche di fibre, vitamine e antiossidanti
2. Privilegiate il pesce azzurro e le carni magre (per chi non vuole farne a meno o non ha alternative)
3. Consumate i legumi, fonte importante di proteine vegetali (lenticchie, fave, ceci, fagioli ecc.)
4. Limitare l’utilizzo del sale, che aumenta la pressione arteriosa, sostituendolo con erbe aromatiche e spezie.

NOTIZIE DAL MONDO

Vaccini: Italia ultima in Europa per livelli di coperture

Il nostro Paese continua ad essere fanalino di coda in Europa per quanto riguarda le vaccinazioni. L’Italia risulta all’ultimo posto per quelle obbligatorie, ma a preoccupare è l’allarme morbillo con un boom di contagi nel 2017: oltre 5mila casi (dei quali 4 mortali), un dato quasi sei volte superiore a quello registrato nel 2016 (843).

Secondo i dati Ocse consultati il tasso di vaccinazione dei bambini italiani contro difterite-tetano-pertosse nel 2015 si è attestato al 93%, livello che può apparire alto ma che comunque ci relega all’ultimo posto della zona, insieme all’Estonia. Irlanda, Olanda e Slovenia si fermano al 95%; Germania e Slovacchia stanno al 96%; Finlandia e Spagna al 97%; Austria, Portogallo e Francia al 98%; Belgio, Lussemburgo e Grecia al 99%. Ma è sul fronte ‘morbillo’ il gap più forte con il resto dei paesi dell’area, nonché il più alto numero di contagi nella zona euro.

Sempre secondo l’Ocse, con un tasso di vaccinazione all’85% nel 2015, il Belpaese è infatti all’ultimo posto di Eurolandia, con un differenziale di 6 punti rispetto alla Francia, al penultimo posto con un tasso di vaccinazione anti-morbillo al 91%.