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OMS: nel mondo oltre 1,1 miliardi di fumatori

IL VIZIO CAUSA ANCHE IL TUMORE AL PANCREAS

Sono sempre di più i Paesi che mettono in atto misure contro il fumo eppure il numero dei fumatori scende a un ritmo decisamente basso, e insufficiente a raggiungere tutti gli obiettivi. E’ quanto sostiene la settima edizione del rapporto sul fumo dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Nel mondo nel 2017, sottolinea il rapporto, c’erano ancora 1,1 miliardi di utilizzatori del tabacco sopra i 15 anni, un numero ‘caparbiamente alto’. A questi si aggiungono 367 milioni di persone che usano prodotti ‘senza fumo’. Nel mondo fumava nel 2017 il 19,2% degli adulti, una percentuale inferiore appena del 3,3% rispetto a dieci anni prima. Il tasso dei fumatori è in discesa ovunque, ma la crescita della popolazione mondiale fa sì che i numeri assoluti restino alti. Molti governi, sottolinea l’OMS, stanno raggiungendo traguardi nel mettere in pratica le misure contro il tabagismo suggerite dall’Organizzazione, con 5 miliardi di persone nel mondo che vivono in paesi che ne hanno implementata almeno una, come ad esempio il divieto di fumare o l’utilizzo di pacchetti con immagini shock. Il fumo rappresenta uno dei principali fattori di rischio oncologico. Non solo il tumore al polmone ma anche quello al seno, alla cervice uterina, alla testa-collo e alla vescica sono determinati anche dal vizio del tabagismo. “Le sigarette aumentano il rischio d’insorgenza del carcinoma del pancreas – afferma il dott. Fabrizio Nicolis, Presidente Nazionale di Fondazione AIOM -. I fumatori presentano un rischio di incidenza da doppio a triplo rispetto ai non tabagisti. La proporzione di casi attribuibile al vizio è del 20-30% nei maschi e del 10% nelle femmine. E’ inoltre dimostrato da diversi studi la diminuzione del rischio in rapporto alla cessazione con questo pericoloso vizio. Smettere di fumare è difficile ma non impossibile e determina degli effetti positivi immediati sulla salute dell’intero organismo”.

Chemioterapia: ecco quando gli effetti collaterali durano di più

A VOLTE I DANNI AD ALCUNI ORGANI SONO PERMANENTI MA I BENEFICI RISULTANO SUPERIORI ALLE CONTROINDICAZIONI

Gran parte degli effetti collaterali, legati ai principali farmaci chemioterapici, scompare velocemente. Tuttavia alcuni possono richiedere un po’ più di tempo, a volte alcuni mesi o anni. Per esempio la caduta dei capelli, dei peli, di ciglia e sopracciglia è una delle controindicazioni più temuta. Va ricordato che non tutti i farmaci provocano questo effetto indesiderato, né tutti lo fanno con la stessa intensità.

Quando la chemioterapia colpisce alcuni organi, come quelli riproduttori, oppure i reni, il cuore o il fegato, i danni arrecati possono essere permanenti. Ciononostante, se il medico sceglie la strada della chemioterapia, significa che nel caso di quel paziente i benefici attesi con la chemioterapia sono potenzialmente superiori rispetto ai possibili effetti collaterali. Inoltre è bene sapere che il più delle volte questi effetti si possono facilmente prevenire. Per esempio esistono alcune combinazioni di chemioterapici e di farmaci biologici (orientati a colpire un bersaglio preciso) che possono alterare la funzionalità cardiaca. In questi casi, prima di iniziare la terapia, si viene sottoposti a un elettrocardiogramma per accertarsi che il cuore continuerà a funzionare normalmente durante la cura. Allo stesso modo, se il chemioterapico agisce sul fegato, la funzionalità epatica verrà periodicamente monitorata e, in caso di alterazione, il medico cambierà il tipo di trattamento o ridurrà la dose, in modo da evitare danni a lungo termine.

Infine alcuni chemioterapici, come gli alcaloidi della vinca, i taxani o i composti del platino, possono danneggiare i nervi. Anche in questo caso, il controllo attento da parte del medico consente di ridurre o cambiare il chemioterapico prima che i danni diventino permanenti. Inoltre la combinazione di antidolorifici o anticonvulsivanti con supplementi vitaminici si è dimostrata efficace nel ridurre questo tipo di effetto tossico.

NEWS DALL’ITALIA

Vaccini: mancato obiettivo del 95% per il morbillo

In Italia nel 2018 il numero dei bambini e dei giovani che si vaccinano è in crescita rispetto al 2017. Eppure le adesioni all’immunizzazione contro morbillo-parotite-rosolia sono ancora poche. L’obiettivo del 95% necessario per eliminare la malattia non viene raggiunto. È quanto emerge dai dati 2018, elaborati dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute. Nella maggior parte delle Regioni la copertura a 24 mesi contro la polio (usata come indicatore per le vaccinazioni contenute nell’esavalente) supera la soglia minima raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità, pari al 95%, e due Regioni (Valle d’Aosta e P.A. Trento) sono prossime all’obiettivo, restano, tuttavia, quattro Regioni (Friuli Venezia Giulia, Marche, Sicilia e Veneto) con una copertura sottosoglia e la P.A. Bolzano con una copertura (83,33) ancora ben lontana dal target. La copertura nazionale a 24 mesi (per i bambini nati nel 2016) nei confronti della polio raggiunge il 95% (95,09%), guadagnando un +0,48% rispetto al 2017, e con 14 Regioni che superano il 95% e 2 che vi si avvicinano (Vda e Trento). Mentre la copertura per la prima dose di vaccino contro il morbillo arriva solo al 93,22% (con un +1,38% rispetto all’anno precedente) a fronte del 95% necessario per eliminare la malattia, mentre la P.A. Bolzano ha una copertura inferiore al 90%.

ATTIVITA’ FISICA

Il nuoto, un elisir di benessere

Gli ultimi Campionati Mondiali di nuoto, che si sono svolti in Corea del Sud, hanno regalato grandi emozioni ai tifosi italiani. Questo fantastico sport è un vero e proprio toccasana per la salute. Nuotare 3 o 4 volte alla settimana per 15-45 minuti fa bene, anzi benissimo e fa vivere più a lungo. Moltissimi sono ormai gli studi scientifici che dimostrano gli effetti benefici del nuoto su tutto il corpo. Una pratica costante di questo sport migliora la salute cardiovascolare, abbassa la pressione sanguigna, rende più elastica la muscolatura, corregge la postura, brucia le calorie in eccesso, attenua il mal di schiena e i dolori articolari e allevia le tensioni. Inoltre l’allenamento in piscina mette in movimento tutti i muscoli attraverso un esercizio fisico progressivo e dolce che non stressa giunture ed ossa. Ciò non significa che l’intensità dello sforzo sia inferiore ad altri sport: la resistenza che si oppone al movimento, infatti, è di circa 800 volte superiore in acqua che in aria poiché la densità dell’acqua è altrettante volte maggiore quella dell’aria. Per di più se accompagnato ad una dieta efficace, il nuoto può combattere patologie come l’obesità e il sovrappeso.

Il nuoto, insieme alla ginnastica e all’atletica leggera, è il principale sport raccomandato per i bambini fino agli otto anni. E’ infatti una disciplina in grado di coinvolgere in modo bilanciato i diversi apparati dell’organismo. L’attività agonistica comincia di solito ad essere praticata tra gli 8 e i 12 anni.