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Diabete: troppa carne alla griglia o piastra aumenta il rischio

Diabete: troppa carne alla griglia o piastra aumenta il rischio

LA PREVENZIONE PASSA ANCHE DA UNA DIETA CORRETTA E UN PO' DI L'ATTIVITA' FISICA

Mangiare troppo spesso carne alla griglia o alla piastra può aumentare il rischio di diabete. È quanto sostiene uno studio dalla Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston. Prendendo in esame un gruppo di oltre 59mila donne, è emerso che quelle che consumavano carne cotta alla griglia o alla piastra avevano un rischio più alto di diabete rispetto a quelle che mangiavano carne cotta diversamente. “Quando si cuoce a temperature molto elevate, come succede con la cottura alla griglia – spiega Roberto Miccoli del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Pisa – da alcune sostanze che compongono la carne, quali proteine, carboidrati e creatina, si formano i cosiddetti HCA, cioè amine eterocicliche. In particolare le ritroviamo nelle parti bruciacchiate, nerastre presenti sulla superficie della carne cotta”.

Strettamente collegati ad un’alimentazione scorretta sono il sovrappeso e l’obesità, due dei principali fattori di rischio per l’insorgenza del diabete di tipo 2. E’ una patologia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia) ed è causata da un’alterata quantità o funzione dell’insulina. La prevenzione passa da stili di vita sani e adeguati soprattutto a tavola. E’ stato calcolato che è possibile ridurre il rischio di diabete del 36% sostituendo gli alimenti raffinati con analoghe quantità di alimenti integrali come riso integrale, frumento e orzo. E’ possibile per esempio consumare Bio SuRice (riso integrale germogliato con acqua di sorgente) una bevanda interamente vegetale che racchiude tutte le proprietà nutrizionali e salutistiche del cereale.

Infine per prevenire la malattia non va dimenticata l’attività fisica. I muscoli sotto sforzo consumano maggiori quantità di glucosio, per questo il movimento è raccomandato per evitare il diabete di tipo 2.

BENESSERE

L'intimità femminile, ecco quando nel corpo qualcosa non funziona

A volte può succedere che nell’apparato riproduttore femminile ci siano qualche problema.
Ecco i più frequenti:

• Cisti ovariche: sono piccole sacche piene di liquido che si formano all’interno o sulla superficie delle ovaie. Molte volte sono asintomatiche; in altri casi, invece, possono provocare un forte senso di fastidio addominale, dolore durante i rapporti sessuali, irregolarità mestruali.

• Endometriosi: è una patologia caratterizzata dalla presenza di frammenti di endometrio (lo strato interno dell’utero) “ectopico”, cioè al di fuori della sua sede naturale (ad esempio le ovaie, il setto retto-vaginale, il peritoneo ecc.)

• Infezioni vulvo-vaginali: colpiscono i genitali esterni. Si distinguono in vulviti (infezioni della vulva), vaginiti (infezioni della vagina) e vulvo-vaginiti. Possono essere causate da rapporti sessuali, stitichezza non curata o scarsa igiene intima. I principali sintomi sono perdite vaginali bianche e dense, prurito, bruciore, difficoltà a urinare, arrossamento, dolore.

• Secchezza vaginale: si tratta della mancanza di naturale lubrificazione nelle zone intime, con conseguenze pratiche e fisiologiche: la lubrificazione, infatti, aiuta anche a proteggere contro infezioni fungine e batteriche.

• Vaginosi: è un’alterazione dell’equilibrio della flora vaginale, di origine batterica, caratterizzata da perdite vaginali bianco-grigiastre spesso maleodoranti. Il disturbo si presenta in genere alcuni giorni prima del ciclo e scompare con esso, per poi ripresentarsi poco prima del ciclo successivo.

• Vaginite: e un’infiammazione acuta o cronica della vagina prevalentemente causata da funghi o protozoi. La candida albicans è la specie più comune di fungo che si trova all’interno dell’apparato riproduttivo femminile ed è l’agente responsabile della candidosi vaginale o vulvovaginite da candida.

ATTIVITA' FISICA

Attenti allo step, può essere un pericolo per le articolazioni

E’ un’’attività fisica abbastanza semplice e alla portata di tutti ma lo step deve essere eseguito seguendo alcune precise regole. Per evitare problemi muscolari e tendinei, deve essere posizionato all’altezza giusta rispetto alla vostra statura, con un angolo coscia – gamba mai inferiore ai 90°. Questa precauzione eviterà, durante la salita, di concentrare tutto lo sforzo muscolare sull’articolazione del ginocchio. Quando salite, la pianta del piede deve poggiare sempre al centro con il ginocchio allineato alla caviglia. La discesa deve avvenire prima con la pianta e poi con il tallone. Va tenuta la schiena diritta, con spalle rilassate e addominali contratti. Il consumo energetico è di circa 300-400 calorie per un’ora di lavoro e il tipo di training eseguito non produce l’impatto al suolo tipico di altre attività aerobiche. Lo step è sconsigliato a chi è in eccessivo sovrappeso, a chi soffre di patologie articolari e tendinee agli arti inferiori, a chi è soggetto a mal di schiena ricorrenti, o ha in atto discopatie ed ernie.

BENEFICI DEL MARE

La sabbia, insospettabile alleato del nostro corpo

Tra i molti aspetti positivi di una vacanza al mare, ci sono sicuramente le proprietà dell’acqua salina. Ma altrettanto importanti sono i benefici della sabbia, a contatto della quale la nostra pelle riesce ad assimilare i sali minerali dei piccoli granelli e i residui organici delle alghe. La sabbia, inoltre, fornisce un’azione di peeling naturale, grazie alla quale le cellule morte vengono eliminate, ed accelera il processo di rinnovamento della cute. Ecco perché quando si è distesi in spiaggia è utile passare piccole manciate di sabbia su gambe e braccia, ed effettuare un movimento costante e circolatorio. Chi soffre di artrosi, tensioni muscolari e reumatismi, potrà poi trovare nelle sabbiature un alleato prezioso per i propri fastidi.

La psammoterapia, infatti, è un vero e proprio ‘bagno caldo’ che si basa sulla capacità dei granelli di cedere calore senza ustionare e sull’azione dei sali minerali, che hanno un effetto analgesico e un’azione benefica sulle ossa. Un ulteriore aiuto deriva anche dalla forte sudorazione che permette di eliminare una grande quantità di tossine.