Newsletter

Dall'alimentazione un aiuto contro il colesterolo cattivo

Dall'alimentazione un aiuto contro il colesterolo cattivo

A TAVOLA POSSIAMO PREVENIRE E CONTRASTARE GLI ALTI LIVELLI DI LDL NEL SANGUE, GRAZIE ANCHE AL CONSUMO DI PRODOTTI A BASE DI RISO INTEGRALE GERMOGLIATO

“Buono” (HDL) o “cattivo” (LDL)? In realtà di colesterolo ne esiste solo uno! Quello che cambia solo le lipoproteine che lo trasportano nel sangue. Quelle delle LDL sono pericolose perché, se presenti in quantità eccessiva, tendono a depositarsi sulle pareti delle arterie, provocando nel tempo l’ostruzione del flusso sanguigno. Le HDL, al contrario, svolgono un ruolo protettivo. Ciò che conta, quindi, non è tanto il livello di colesterolo nel sangue, bensì il rapporto tra colesterolo totale e HDL, che deve essere inferiore a 5 per l’uomo e a 4,5 per la donna. L’eccesso è dannoso per la salute e viene associato anche ad un aumento del rischio di demenza e declino cognitivo. Secondo gli ultimi dati tra gli over 65 italiani il 24% degli uomini e il 39% delle donne sono ipercolesterolemici hanno cioè problemi di colesterolo alto nel sangue. Ma è un problema che si può contrastare, limitandone innanzitutto l’assunzione con la dieta. Sono ricchi di colesterolo: tuorlo d’uovo, burro, frutti di mare, salumi e formaggi grassi, tutti alimenti che dovrebbero essere assunti con molta moderazione. Ma questo può non essere sufficiente: pochi sanno che soltanto il 20% del colesterolo deriva dall’alimentazione, mentre la parte restante viene prodotta proprio dall’organismo! Quindi, anche l’esercizio fisico ha un ruolo importante, perché aumenta la parte “buona” HDL.
Sempre dall’alimentazione può arrivare un aiuto contro il disturbo. La niacina, una vitamina del gruppo B, può aiutare a contrastare l’alto livello di colesterolo nel sangue. Il riso integrale germogliato con acqua di sorgente è un alimento in grado di fornire preziose sostanze nutritive. A differenza del riso bianco classico è più ricco anche di aminoacidi, vitamine e sali minerali e offre un buona quantità di magnesio, fosforo, potassio, selenio, rame e zinco e di altre vitamine (E, K e del gruppo B). Il consumo favorisce la prevenzione delle malattie cardiache e gastrointestinali. In commercio si possono trovare prodotti come il
Bio-Surice: una bevanda ottenuta da una particolare lavorazione del riso integrale germogliato. Racchiude tutte le proprietà nutrizionali e salutistiche del cereale ed è adatta agli intolleranti al lattosio, ma anche a tutti quelli che scelgono una dieta sana ed equilibrata.

BENESSERE DEI PIU' GIOVANI

Al via il progetto "Il pediatra come facilitatore di smoking cessation"

Convincere i genitori di bambini con malattie respiratorie a smettere per sempre di fumare e, al tempo stesso, aiutare gli adolescenti a buttare via il pacchetto di sigarette prima che sia troppo tardi. In Italia infatti, un bambino su cinque cresce in una casa in cui è consentito fumare e questo aumenta il rischio di acquisire uno stato di dipendenza da grandi ma anche di sviluppare precocemente una malattia fumo correlata. Il pediatra può svolgere un ruolo educativo importante.

Per questo motivo, al fine di fornire una corretta preparazione ai professionisti, la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), la Società di Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI) e l’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (AIPO) danno il via a un progetto educazionale dal titolo “Il pediatria come facilitatore di smoking cessation”. “Vogliamo porre le basi di una rete che metta in relazione gli interventi di primo livello messi in atto dal pediatra con quelli di secondo livello effettuati nei centri antifumo pneumologici – afferma il dott. Renato Cutrera presidente nazionale SIMRI -. Il fumo, sia attivo che passivo, è uno dei principali fattori di rischio per le malattie respiratorie infantili come l’asma”. “Il 12% degli adolescenti italiani fuma regolarmente – aggiunge il dott. Giampietro Chiamenti presidente nazionale FIMP -. Otto tabagisti su dieci ha iniziato a fumare prima di aver compiuto 20 anni. Stiamo dunque parlando di un comportamento estremamente pericoloso e che interessa anche i giovani. Il pediatra può e deve fare di più per educare sia i ragazzi che i genitori. Con questa iniziativa itinerante vogliamo migliorare la preparazione degli specialisti su un tema di salute pubblica sempre più importante come la lotta al tabagismo”.

Con questa iniziativa itinerante vogliamo migliorare la preparazione degli specialisti su un tema di salute pubblica sempre più importante come la lotta al tabagismo”. “E’ la prima volta – afferma la dott.ssa Paola Martucci responsabile del gruppo di studio Educazionale. Prevenzione ed Epidemiologia dell’AIPO, – che due Società Scientifiche si incontrano su un tema condiviso di prevenzione delle malattie respiratorie. I tempi sono maturi perché si attuino azioni sinergiche per la lotta contro il fumo, condividendo percorsi diagnostico/terapeutici comuni adattati alle varie fasi della vita.”

VERO O FALSO

Se si pratica attività fisica bisogna mangiare di più..?

NO, non è necessario cambiare l’apporto calorico giornaliero quando ci si allena 10 minuti ogni mattina o se si fanno 2 ore di ginnastica alla settimana. Non si deve mangiare oltre il dovuto solo perché si teme di non avere energie o di avere carenze vitaminiche. La corretta alimentazione di uno sportivo non si discosta molto da quella di un normale adulto. L’assunzione di acqua è ideale durante tutto il movimento. Durante la giornata occorre comunque consumarne almeno un litro e mezzo. Un’equilibrata alimentazione deve contenere carboidrati, proteine, lipidi, vitamine e sali minerali. Sono necessarie dalle tre alle cinque porzioni al giorno di frutta e verdura. Per il gruppo dei cereali e tuberi, meglio scegliere pasta alternata a riso, polenta, patate, pizza oppure pasti completi fatti di pane e legumi. Le carni fresche non dovrebbero essere consumate più di 2 volte alla settimana e vanno alternate a pesce e uova.

I NEMICI DELL'ORGANISMO

Come difendersi dai radicali liberi

I radicali liberi sono molecole prodotte dal nostro organismo come scarto da numerosi processi fisiologici. Legandosi a strutture proteiche, lipidiche e al DNA, i radicali hanno un ruolo centrale nell’invecchiamento cellulare, nei processi tumorali e in molte altre patologie. Il nostro corpo quindi li genera quotidianamente e al tempo stesso possiede alcuni strumenti per smaltirli, anche se il fumo di sigaretta, le radiazioni, l’alcol e l’esposizione ad agenti chimici inquinanti ne aumentano la produzione.

Allo stesso modo, esistono condotte di vita che incentivano invece il loro smaltimento: se infatti l’attività fisica da una parte accelera i processi metabolici e quindi la produzione di radicali, dall’altra migliora il loro smaltimento in maniera ben più consistente. Chi fa sport si mantiene infatti in salute e con un aspetto giovane. Molte vitamine e le fibre aiutano il corpo a disfarsi di questi scarti. Al primo posto si piazza la prugna: 100 grammi sono in grado di smaltire infatti 5.770 radicali.