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Intervista a Fabrizio Nicolis, Presidente di Fondazione AIOM

“SOVRAPPESO, FATTORE DI RISCHIO PER IL CANCRO AL PANCREAS”

Il tumore del pancreas può essere considerato una malattia ereditaria?
Si calcola che fino al 10% dei pazienti abbia effettivamente avuto una storia familiare. Possiamo inoltre aggiungere che alcune patologie possono aumentare le possibilità d’insorgenza. Per esempio la sindrome di Peutz-Jeghers fa crescere il rischio di oltre 100 volte, la sindrome familiare con nevi atipici multipli e melanoma invece di 20-30 volte. La mutazione germline del gene BRCA 2 di 3-10 volte e la pancreatite ereditaria di 10 volte. Infine va segnalata anche la sindrome di Lynch.

Esistono poi altri fattori?
E’ stato condotto un ampio studio prospettico su circa un milione di persone. Dalla ricerca emerge una correlazione tra gruppo sanguigno e cancro del pancreas. In accordo con diverse ricerche precedenti, avere un gruppo sanguigno di tipo non-0 sarebbe responsabile del 17% delle neoplasie all’organo. Però l’esatto meccanismo che collega il tumore ai gruppi sanguigni non è ancora noto.

La nutrizione può avere un ruolo?
Sì anche se non è ancora del tutto chiaro come e perché l’alimentazione influisca sul carcinoma pancreatico. Una revisione di studi pubblicata dal prestigioso Karolinska Institute di Stoccolma ha dimostrato una solida relazione fra chili di troppo e malattia. Soprattutto quando il grasso è stratificato sull’addome e sono presenti intolleranza al glucosio, resistenza all’insulina e diabete.

Che tipo di dieta dobbiamo consumare?
Bisogna prestare attenzione agli alimenti altamente calorici, ricchi di proteine di origine animale, grassi e carboidrati raffinati. Limitare il consumo di bibite zuccherate, carni rosse e insaccati. Questi ultimi sono ricchi di nitriti e nitrati, che facilitano la comparsa di alcuni tumori, come quello dello stomaco.

Per questo Fondazione AIOM e AIOM promuovono Cooking Comfort, Care . E’ una campagna promossa da Fondazione AIOM (Associazione Italiana Oncologia Medica). L’obiettivo è favorire a 360 gradi una nuova e corretta dieta tra i pazienti oncologici ma anche il resto della popolazione italiana. In più vuole creare un’alimentazione per quelle persone che stanno combattendo contro un tumore.

LO SAPEVI CHE...

6 ITALIANI SU 10 NON CONOSCONO LA PREVENZIONE DEI TUMORI UROLOGICI?

Nonostante sia molto diffusi tra la popolazione queste neoplasie sono ancora poco conosciute. Complessivamente colpiscono, ogni anno, 77.900 uomini e donne nel nostro Paese. Eppure, il 44% degli italiani non sa che esistono cure efficaci in grado di contrastarli. In particolare, spaventa la scarsa consapevolezza per quanto riguarda la prevenzione primaria e secondaria. Il 61% ignora che si possono evitare innanzitutto attraverso stili di vita sani. Appena il 9% riconosce il fumo di sigaretta come causa del carcinoma della vescica. Mentre sedentarietà e obesità sono considerati fattori di rischio delle neoplasie alla prostata e al rene per solo il 38% dei cittadini. Il 53% sa che attraverso l’autopalpazione è possibile individuare la presenza di un tumore del testicolo. Ma il 79% non è mai andato dall’urologo per una visita di controllo.

E’ quanto emerge da un sondaggio on line svolto su oltre 2.000 persone dalla Società Italiana di Urologia (SIUrO). La ricerca evidenzia come il 41% degli italiani sostenga che l’impotenza sia la principale conseguenza del trattamento del tumore della prostata. “Le nuove terapie hanno aumentato i tassi di guarigione e al tempo stesso sono meno invasive rispetto al passato – afferma il dott. Renzo Colombo, Vice Presidente della SIUrO -. Nel caso specifico del carcinoma prostatico circa un terzo dei casi risultano poco aggressivi e possono essere trattati con la sorveglianza attiva e quindi attraverso un monitoraggio costante dell’eventuale evoluzione della malattia. Tutte le neoplasie genito-urinarie sono sempre più patologie croniche e come tali possiamo controllarle. La scelta della procedura terapeutica deve tenere conto degli effetti collaterali e delle attese del paziente, come la salvaguardia di un’attività sessuale soddisfacente, della fertilità e di un rapido reinserimento nel mondo sociale e professionale”. “Otto italiani su dieci vogliono saperne di più su patologie che rappresentano il 20% di tutti i tumori registrati nel nostro Paese – afferma il dott. Alberto Lapini, Presidente Nazionale SIUrO -. Il numero di nuovi casi risulta in costante aumento. E’ quindi necessario promuovere maggiormente la prevenzione e aumentare le diagnosi precoci attraverso una corretta e adeguata informazione. I tumori urologici rappresentano oltre il 20% di tutte le nuove diagnosi di cancro registrate in Italia. La loro incidenza è in crescita, ma oggi fino a otto pazienti su dieci possono affrontarle con mezzi adeguati e sconfiggerle. Indiscutibilmente resta ancora molta strada da percorrere, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione primaria e secondaria. Il cancro alla prostata, alla vescica, al rene e al testicolo sono patologie molto difficili da individuare ai primi stadi. Risentono di alcuni stili di vita errati, primo fra tutti il vizio del fumo che è correlato con la metà di tutti i casi di tumore alle vie urinarie”.

ALIMENTAZIONE

Ecco le proprietà nascoste del tartufo

Molti lo conoscono solo per le sua capacità di esaltare il gusto di molti cibi. In realtà il tartufo ha numerose proprietà nutrizionali. È una fonte ottimale di proteine, infatti, la percentuale contenuta può arrivare fino al 30 % per ogni porzione. Il tartufo contiene pochi grassi ed è quindi un alimento da consigliare a chi deve fare una dieta ipocalorica e quando viene essiccato diminuisce ancora di più la percentuale di grasso.

Vanta, inoltre, un moderato indice di carboidrati dando così la possibilità alle persone affette da diabete di inserirlo nella propria dieta. Il profumo, tanto apprezzato, che lo caratterizza è legato ad alcuni suoi composti che contengono zolfo e che hanno un impatto potentissimo nella regolazione del controllo degli stati infiammatori e dello stress ossidativo, classici elementi, questi, che caratterizzano l’invecchiamento del nostro organismo.

ATTIVITA' FISICA

Il ballo, uno sport per tutti

Per il benessere psico-fisico degli anziani non c’è niente di meglio che un’ora di ballo ogni settimana. Dopo sei mesi si evidenziano miglioramenti della postura, delle performance sensitivo-motorie e di quelle cognitive degli anziani senza creare problemi al sistema cardio-polmonare.

Lo ha dimostrato anche un recente studio condotta dalla statunitense dalla Texas University. Ma perché proprio il ballo? La spiegazione risiederebbe nel fatto che la capacità di muoversi nello spazio tridimensionale è legata all’integrazione fra i circuiti visivi e i sistemi di orientamento con cui riusciamo a mantenerci alla giusta distanza da un certo punto di riferimento. Ciò attiva l’ippocampo e la corteccia entorinale, aree cerebrali che controllano la memoria spaziale il cui deterioramento è uno dei primi segnali d’allarme di compromissione cognitiva e di potenziale demenza.