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Cancro e alimentazione, attenzione alla cottura

BISOGNA ANCHE CONSERVARE IL CIBO NEL MODO CORRETTO

La ricerca scientifica ha evidenziato come circa un terzo dei tumori sia direttamente collegato alla nostra alimentazione. Per stare alla largo dal cancro, non dobbiamo prestare attenzione solo a cosa mangiamo ma anche a come cuociamo e conserviamo i cibi. “Nella carne alla griglia si formano le ammine eterocicliche mentre in quelle cotte ad alta temperatura i derivati ciclici del triptofano – afferma il prof. Paolo Marchetti, Direttore dell’Oncologia Medica B del Policlinico Umberto I di Roma -. Quando invece si cuociono gli amidi, per esempio durante la friggitura delle patate, si sviluppa l’acrilamide. Quest’ultima sostanza è stata classificata dal National Toxicology Program come potenzialmente cancerogena per l’uomo”. “Una sbagliata conservazione dei cereali determina lo sviluppo di micotossine mentre una cattiva conservazione di cibi proteici provoca il rilascio di nitrosamine – sottolinea il prof. Marchetti -. Anche lasciare le patate in frigorifero è un errore perché si sviluppa acrilamide. Esiste poi il problema delle bottiglie di plastica dell’acqua minerale. Se le teniamo al sole, il calore reagisce con i prodotti chimici della plastica che libera nell’acqua composti potenzialmente tossici”.  “Infine va riscontrato come vi siano delle conseguenze legate ad una dieta ricca di cibi ad alto contenuto calorico – conclude il prof. Marchetti -. Per questo, come oncologi, consigliamo sempre di consumare prodotti di stagione e seguire la nostra dieta mediterranea. E’ efficace nel ridurre l’incidenza di diverse forme di cancro tra cui una particolarmente insidiosa come quella al pancreas”.

Per questo Fondazione AIOM e AIOM promuovono Cooking Comfort, Care. E’ una campagna promossa da Fondazione AIOM (Associazione Italiana Oncologia Medica). L’obiettivo è favorire a 360 gradi una nuova e corretta dieta tra i pazienti oncologici ma anche il resto della popolazione italiana. In più vuole creare un’alimentazione per quelle persone che stanno combattendo contro un tumore.

Lo sapevi che..

IL SOLE E’ PERICOLOSO ANCHE IN PRIMAVERA?

Non soltanto in estate il sole può creare qualche problema alla nostra pelle. Scottarsi è un rischio anche in primavera, soprattutto con i primi raggi. Succede alla metà degli italiani, che nel 12% dei casi affronta la prima esposizione senza protettivi. “Il sole è fondamentale per la nostra salute ma anche un importante fattore di rischio, in particolare per lo sviluppo del melanoma un tumore della pelle molto pericoloso – afferma il prof. Paolo Ascierto, Presidente della Fondazione Melanoma -. Si origina dai melanociti, cellule responsabili della colorazione della pelle, che si trovano nello strato più profondo dell’epidermide. Il numero di casi è in aumento, ma per fortuna il 70% delle diagnosi avviene in fase precoce. Le persone con occhi chiari (blu, grigi o verdi) e pelle chiara, sensibile ai raggi solari e tendente a scottature o con un numero di nei sulla pelle al di sopra della media, corrono un rischio maggiore di sviluppare il melanoma, specialmente coloro che si espongono frequentemente ai raggi solari o UV”.

Quindi se dovete passare molte ore all’aria aperta per una pic nic o i primi tuffi al mare ricordatevi di mettere in borsa la crema solare. Il sole, in questo periodo dell’anno, è molto insidioso: la pelle, infatti, difficilmente si arrossa e quindi il raggio viene percepito erroneamente come meno dannoso. Si tende a sottovalutare il trauma che la pelle subisce proprio in primavera, quando le occasioni di esposizione ai raggi ultravioletti si moltiplicano all’improvviso, dopo il grigio inverno. Lo stesso vale per i capelli ai quali si tende generalmente a dare minor peso in termini di protezione rispetto all’estate, non tenendo conto che una moderata esposizione al sole può nuocere ai bulbi e quindi danneggiare il cuoio capelluto.

E il pericolo non arriva solo dai fine settimana al mare o in campagna. La città è anzi di gran lunga il punto più pericoloso. Spesso, infatti, l’esposizione al sole è involontaria e, quindi, non protetta: ciò può provocare scottature, arrossamenti ed eritemi che sono la causa principale dell’invecchiamento cutaneo.

ALIMENTAZIONE

I segreti di una pausa pranzo ad hoc

Pranzo fuori casa? Attenti alla linea. Mangiare equilibrato è possibile anche in mensa o al bar. Per evitare pesantezza e cali di energia nel pomeriggio e fame da lupi la sera, non saltate il pasto. Seguite le giuste strategie.  La prima regola è staccare. Niente pausa pranzo alla scrivania. E’ una pessima abitudine. Ei importante fare quattro passi per favorire la digestione. Evitate le abbuffate tipiche della mensa aziendale e scegliete un monopiatto equilibrato con proteine, grassi e carboidrati. Esempi: riso, pesce e verdure, oppure pasta e legumi. Meglio se prodotti di stagione. Sono più ricchi di antiossidanti e vitamine. Il panino? È la scelta più comoda, ma attenti alla digestione. Chiedetelo integrale e farcitelo con bresaola, fesa di tacchino e qualche verdura.  Durante la giornata, poi, per tirare a sera portatevi da casa un mix di semi: anice verde, finocchio e cumino. Masticare dopo pranzo sgonfia la pancia e profuma l’alito. A digiuno, invece, blocca la fame nervosa!

NEWS DAL MONDO

Farmaci troppo cari, l’OMS chiede più trasparenza

L’accesso ai medicinali sta diventato un problema serio anche nei Paesi ricchi. Il motivo di questo nuovo fenomeno è l’eccessivo costo di alcuni farmaci che sta determinando un razionamento da parte delle autorità sanitarie. E’ questo l’allarme lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Nel forum globale svoltosi la scorsa settimana in Sud Africa, i delegati di governi e organizzazioni della società civile hanno chiesto maggiore chiarezza sui costi della ricerca, lo sviluppo e la produzione dei farmaci, per poter consentire ai compratori di negoziare prezzi più accessibili. A tal fine si vuole lavorare su una piattaforma con tutti gli attori in causa per identificare le strategie per ridurre i prezzi dei farmaci e allargare il loro accesso. Un rapporto redatto per l’Oms nel 2017 ha mostrato infatti che il costo di produzione della maggior parte dei farmaci che si trova nella lista di quelli essenziali è solo una piccola frazione del prezzo finale pagato da governi, pazienti o assicurazioni. La mancanza di trasparenza sui prezzi pagati dai governi fa sì che molti dei paesi a basso e medio reddito paghino di più rispetto ai paesi ricchi alcuni farmaci. A tal fine tutti sono stati d’accordo nel promuovere una maggiore trasparenza e condividere le informazioni sui prezzi.