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Le nostre ricette: gamberi, pomodoro e capelli d’angelo

E’ ATTIVO IL PROGETTO COOKING, COMFORT, CARE. L’OBIETTIVO: CREARE UNA NUOVA ALIMENTAZIONE

Seguire una sana alimentazione è una delle principali regole che dovrebbe rispettare una persona in cura per un tumore. Medici e cuochi si sono uniti per il progetto Cooking, Comfort, Care con l’obiettivo di creare una nuova alimentazione a misura di paziente: semplice ma gustosa, rispettosa delle esigenze del malato ma anche adatta al resto della famiglia. Un team composto da chef e medici ha elaborato una serie di speciali ricette utili per i pazienti con neoplasia del pancreas. Ecco come preparare gamberi, pomodoro e capelli d’angelo.

Ingredienti per 6 persone
•    500 grammi di pasta capelli d’angelo
•    6 cucchiai di olio extravergine di oliva
•    3 rametti di timo fresco
•    8 spicchi d’aglio
•    Una cipolla finemente tritata
•    Un pomodoro fresco tagliato a dadini
•    1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
•    Mezzo bicchiere di vino bianco e Basilico fresco
•    3 cucchiai di peperoncino tritato
•    1 chilo di gamberetti freschi di dimensione media
•    Sale e pepe e prezzemolo tritato e formaggio grattugiato

Istruzioni 
1. In una padella cuocere a fuoco medio 3 cucchiai e le cipolle per circa 5 minuti.
2. Aggiungere la metà della quantità di aglio, peperoncino, il timo e il concentrato di pomodoro.
3. Continuare a cuocere a fuoco medio per altri 3 minuti e poi aggiungere il vino.
4.Mescolare fino a quando il vino evapora e poi aggiungere pomodoro, pepe, sale. Il tutto deve cuocere a fuoco lento per 45 minuti.
5.Con un frullatore a immersione creare una purea. Alla fine aggiungere il prezzemolo.
6.Istruzioni per i gamberi
7.In una padella soffriggere l’aglio, aggiungere in seguito i gamberi e condite con un pizzico di pepe e sale.
8. Aggiungete quel che vi rimane del timo fresco e Il vino
9. Cuocete fino a quando l’alcol non è evaporato
10.I capelli d’angelo devono cuocere per circa 3 minuti. Dopo averli conditi con la salsa potete aggiungere a vostro piacere prezzemolo fresco tritato e/o formaggio.

Lo sapevi che..

NEI SOCIAL NETWORK LA MALATTIA PIÙ CITATA È IL CANCRO?

Il cancro è la malattia più menzionata su Twitter e Facebook. I pazienti oncologici utilizzano i social network per far parte di una comunità, per sentirsi meno soli e per cercare informazioni. E le donne colpite da tumore alla mammella sono fra le più attive nel mondo digitale. Recenti ricerche hanno evidenziato che, in Italia, quasi il 50% di queste pazienti ricorre ai “social” proprio per condividere l’esperienza della malattia. Simili le conclusioni di uno studio, presentato nel 2018 al congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO), che ha analizzato più di 6.000 tweet relativi al tumore del seno (3.703 tweet originali e 2.638 retweet). Solo un tweet su tre è di carattere strettamente medico. I più frequenti sono quelli in cui le donne raccontano la propria esperienza, seguiti dai temi di advocacy (sostegno). La maggior parte (44,5%) dei sottotemi, inoltre, è relativa alla prevenzione. La vera e propria rivoluzione “imposta” dai social network nel comunicare il “problema cancro” è stato al centro del V Corso Nazionale per giornalisti medico-scientifici e oncologi organizzato da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Fondazione AIOM, che si è svolto a Venezia nelle scorse settimane.

“I social network possono diventare armi importanti nella lotta contro i tumori – spiega Stefania Gori, Presidente Nazionale AIOM e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar -. I profili social della società scientifica sono complementari al sito web ufficiale (www.aiom.it). Le potenzialità aggregative di questi strumenti consentono di allargare la rete degli utenti (non solo medici, ma anche pazienti e cittadini) fino a coinvolgerli direttamente nelle attività della società scientifica, favorendo così la loro diffusione virale”.
“I social network permettono anche di realizzare campagne di sensibilizzazione e di promuovere stili di vita sani, raggiungendo specifiche fasce di popolazione, ma sono ancora poco impiegati in questo senso – afferma Fabrizio Nicolis, Presidente Fondazione AIOM -. Instagram, ad esempio, può essere utilizzato per informare sull’importanza della prevenzione oncologica i più giovani, meno presenti su Facebook e Twitter. Una comunicazione efficace sui social media contribuisce inoltre ad arginare il fenomeno preoccupante delle fake news, obiettivo su cui AIOM e Fondazione AIOM sono in prima linea, anche con il sito dedicato www.tumoremaeveroche.it”.

“Informazione e medicina sono due facce della stessa medaglia, con un obiettivo comune: l’interesse dei cittadini e dei pazienti – conclude la Presidente Gori -. Il confronto fra clinici e media può contribuire a definire i criteri da adottare nell’utilizzo dei social network, anche con la stesura di linee guida condivise”.

ALIMENTAZIONE

Dieta ricca di fibre e probiotici migliora gli effetti dell’immunonoterapia

Sulla risposta alle terapie, l’alimentazione gioca un ruolo determinante. Questo è vero anche in ambito oncologico. La conferma arriva da uno studio presentato all’Assemblea dell’American Association for Cancer Research 2019. Gli studiosi hanno dimostrato che l’assunzione di probiotici potrebbe ridurre la risposta all’immunoterapia, mentre una dieta ricca di fibre la migliora nettamente. Il microbioma intestinale, che è composto da miliardi di batteri, aiuta a regolare il sistema immunitario, mentre gli inibitori del checkpoint agiscono attraverso le difese immunitarie contro il cancro e negli ultimi anni ne hanno rivoluzionato il trattamento. Lo studio, condotto negli Usa, ha esplorato il legame tra dieta, microflora intestinale e risposta all’immunoterapia. Sono stati reclutati 113 pazienti con melanoma metastatico che stavano iniziando l’immunoterapia. Chi di loro (circa il 42%) assumeva integratori probiotici, mostrava una riduzione del 70% delle probabilità di risposta favorevole a inibitori del checkpoint anti-PD-1. Mentre i pazienti che assumevano molti cereali integrali avevano un microbioma più diversificato e una risposta fino a 5 volte migliore.

NEWS DAL MONDO

EUROSTAT: Italia terza sul podio per buona salute

In Europa si gode di buona salute. A riportarlo sono gli ultimi dati dell’Eurostat (2017): in Ue 7 abitanti over 16 anni su 10 ritengono di essere in buona oppure ottima salute (70%). E meno di uno su 10 (8%) riporta condizioni cattive o pessime di salute. Sul podio si classificano Irlanda (83% in buona o ottima salute) e Cipro (78%), seguite dall’Italia e dalla Svezia, terze pari merito con il 77%. Se la Gran Bretagna pre-Brexit si piazza subito dopo la Grecia, Francia e Germania vanno peggio rispetto alla media europea, mentre agli ultimi posti della classifica troviamo Portogallo (49%), Estonia (53%), Polonia e Ungheria (59%).

Curiosamente, nell’Unione europea a percepirsi in buona salute sono più spesso gli uomini delle donne (72% contro 67%), un gap che si allarga soprattutto fra gli over 65: in questo caso a sentirsi bene è il 45% dei primi contro il 39% delle seconde. Non a caso, la percentuale di chi si giudica in buona salute si riduce con l’età: negli uomini si va da oltre l’88% a 16-44 al 69% a 45-64 anni, fino al 45% fra gli over 65. Quanto alle donne, a 14-44 anni l’87% si sente in forma, contro il 65% a 45-64 anni e il 39% dopo i 65 anni.