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Intolleranza alimentare: ecco quando il cibo può creare problemi

Intolleranza alimentare: ecco quando il cibo può creare problemi

QUELLA AL LATTOSIO E' UNA DELLE PIU' DIFFUSE. ESISTONO PERO' BEVANDE A BASE DI RISO INTEGRALE GERMOGLIATO ADATTE A TUTTI

Fanno parte del grande gruppo di disturbi chiamati “reazioni avverse al cibo”. Stiamo parlando delle intolleranze alimentari che, a differenza delle allergie, non sono scatenate dal sistema immunitario e sono decisamente più diffuse. Si manifestano di solito attraverso dermatiti (atopica), asma e difficoltà respiratorie, vomito, diarrea o coliche intestinali. In Italia le più frequenti sono quelle al latte, al grano, all’uovo e alla soia. Negli Stati Uniti invece è particolarmente diffusa quella alle arachidi e nei paesi scandinavi quella al pesce. Le intolleranze si suddividono in diversi sottogruppi: ci sono le enzimatiche provocate dall’incapacità (spesso congenita) di metabolizzare alcune sostanze presenti nell’organismo. Esistono poi le farmacologiche che si manifestano in persone che hanno una reattività particolare a determinate molecole presenti in alcuni cibi.
Una tipica intolleranza enzimatica è quella al lattosio, che è lo zucchero contenuto nel latte. Si calcola che sia presente in più della metà della popolazione mondiale e che circa quattro italiani su dieci sono predisposti al disturbo. Chi è intollerante deve escludere alcuni alimenti (formaggi freschi, burro, besciamella, panna, insaccati e purea di patate, gelati) mentre per altri (hamburger, polpette, salumi, cereali, margarine, gnocchi di patate, caffè solubile) deve sempre leggere attentamente l’etichetta prima di mangiarli. E’ possibile infine consumare Bio SuRice, una squisita bevanda ottenuta da riso integrale italiano germogliato con acqua di sorgente. Da questa è possibile ottenere fresche e cremose alterative vegetali al formaggio senza nessuna traccia di lattosio.

SALUTE DEI BAMBINI

Disabilità infantili: alleanza fra pediatri, genitori e insegnanti

Il pediatria è sempre più il punto di riferimento per la prevenzione e l’assistenza alle disabilità infantili. Può far da tramite con le famiglie e gli insegnanti ed essere il perno di un’alleanza virtuosa”. E’ quanto ha affermato il dott. Giampietro Chiamenti presidente nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) durante la presentazione dell’ebook “Tutti diversi, Tutti uguali (TdTu)” scaricabile gratuitamente all’indirizzo www.leggerepercrescere.it/TDTU/. Si tratta di uno strumento utile per le famiglie ma anche per pediatri, educatori e tutte le figure professionali che si occupano dell’infanzia. La pubblicazione fa parte del progetto “Leggere per Crescere”, il programma di responsabilità sociale di GSK per promuovere la lettura ad alta voce a tutti i bimbi in età prescolare. “Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un vero e proprio boom di disturbi specifici dell’apprendimento tra i bambini residenti nel nostro Paese – afferma il dott. Chiamenti -. Dislessia, disgrafia o discalculia possono essere dei campanelli d’allarme di problemi psico-fisici ben più seri e comunque andrebbero intercettati il più presto possibile. Le segnalazioni ai genitori arrivano di solito dagli insegnanti a scuola. Ma nella metà dei casi a queste non fa seguito l’apertura di un dialogo con la famiglia. Il pediatra può intervenire e favorire un’intesa tra queste due parti. Bisognerebbe inoltre avere strumenti per distinguere fra problemi non importanti e veri segnali di allarme”. La FIMP ha partecipato al progetto TdTu con 60 pediatri della provincia di Verona. Questi professionisti sono stati informati e sensibilizzati sull’uso dell’ICF-CY come metodologia di approccio e rilevazione dei bisogni speciali dell’infanzia. “La nostra professione negli ultimi anni è molto cambiata – prosegue il dott. Chiamenti -, e il pediatra di famiglia da figura sanitaria che individua le malattie più gravi sta sempre più acquisendo un ruolo di monitoraggio del corretto sviluppo psico-fisico di un bambino. Dobbiamo quindi aggiornare le nostre competenze e per questo siamo lieti di aver partecipato a quest’iniziativa”.

CURA DELLA CASA

Igiene domestica, queste le dritte più efficaci

Viviamo gran parte della giornata a contatto con oggetti poco igienici: come evitare che, una volta in casa, si continui ad essere esposti al rischio di virus e batteri? Ecco un piccolo vademecum per lasciare i germi fuori dalla porta.
Mai le scarpe in camera da letto. Le suole delle calzature sono il veicolo ideale per batteri di ogni tipo, ma trasportano anche pollini e altre sostanze capaci di scatenare allergie.
Occhio alle borse. Si tende a poggiarle ovunque. Risultato: 10 mila batteri nei 3 centimetri quadrati del fondo.
Attenzione a dove lavate la frutta. Il lavandino della cucina è uno dei posti più ricchi di germi di tutta la casa. Proteggete la frutta sciacquandola in un colapasta o in un altro recipiente.
Telecomando e cellulare vade retro. Passano di mano in mano e inevitabilmente si riempiono di germi. Per questo, meglio tenerli lontani dalla tavola, quando si mangia, e dal cuscino del letto.

I SEGRETI DEL CIBO

Dolore muscolare dopo lo sport? Bevi succo di barbabietola

Lo sport fa bene alla salute ma attenzione a volte può essere pericoloso. Ogni anno provoca infatti 300 mila fratture, lesioni, lussazioni a braccia e gambe. Oltre agli infortuni veri e propri un tipico effetto di questa pericolosa pratica è il dolore muscolare causato dall’eccessivo sforzo. E’ la tipica risposta che da un organismo non abituato alle performance sportive. Quali sono i rimedi? Le parole d’ordine sono due: riscaldamento e stretching. Un altro possibile aiuto può venire della nutraceutica ovvero dall’effetto benefico che alcuni cibi hanno sul nostro corpo. I farmaci sono vietati allo sportivo, ma i nutraceutici possono essere un ottimo sostitutivo. Il succo di barbabietola, ampiamente utilizzato in Inghilterra per abbassare la pressione, migliora molto il flusso arterioso alle gambe e può essere un significativo fattore di miglioramento negli sforzi prolungati. La lamentela dello “sportivo della domenica” è che spesso il dolore muscolare può associarsi anche ad aumento nel sangue dell’enzima muscolare CPK. In questo caso è attiva la creatina, che consente al maratoneta domenicale di tornare al lavoro il lunedì.