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Celiachia, una dieta senza glutine migliora in due anni i sintomi

Celiachia, una dieta senza glutine migliora in due anni i sintomi

E' QUANTO SOSTIENE UN RECENTE STUDIO AMERICANO CONDOTTO SU OLTRE 500 PAZIENTI (SIA ADULTI CHE BAMBINI)

Un bambino celiaco che segue in modo scrupoloso una dieta gluten free può sperare che i sintomi della malattia si risolvano in poco tempo. Questo invece solitamente non accade nei pazienti adulti. E’ quanto sostiene un recente studio dell’Università di Chicago che ha esaminato 513 persone. Tra i giovani i sintomi più frequenti riscontrati sono stati dolore addominale, diarrea e ritardo nella crescita. Altri extra-intestinali erano invece bassa statura, stanchezza e mal di testa. Gli adulti lamentavano soprattutto diarrea, sanguinamento e dolore addominale, anemia, stanchezza, mal di testa e disturbi dell’umore. Dopo 24 mesi, dal momento della diagnosi, i miglioramenti in termini di sanguinamento, diarrea, perdita di peso e dolore addominale erano maggiori tra i bambini che tra gli adulti.
L’apparato gastro-intestinale di un celiaco non è in grado di digerire e assorbire il glutine che è una famiglia di proteine contenute in diversi cereali. La reazione genera un’infiammazione cronica, danneggia i tessuti dell’intestino tenue e pian piano porta alla scomparsa dei villi intestinali. Chi soffre, di questo disturbo, deve quindi prestare molta attenzione all’alimentazione di tutti i giorni. Via libera a riso, grano saraceno e patate mentre sono assolutamente banditi frumento, farro, orzo segale. I celiaci possono consumare tranquillamente prodotti a base di riso integrale germogliato che sono tutti 100% gluten free. Tra questi ricordiamo la Chicca, un fresco prodotto vegetale senza latte e lattosio ottenuto usando solo ingredienti vegetali primari. È senza OGM, senza soia e glutine e priva di allergeni e non contiene alcun derivato. Il riso integrale germogliato è trattato con la nuova tecnologia Bio-Surice per ottenere un’ottima fonte di fibra sia solubile che insolubile. Quella solubile va a migliorare la flora batterica endogena e migliora le difese immunitarie del nostro organismo. Quella insolubile invece svolge un’azione di pulizia dell’intestino. Quella contenuta nel Bio-Surice è micronizzata e quindi non irrita i villi intestinali la cui azione può essere compromessa dalla celiachia.

G7 DELL'AMBIENTE

I pediatri al Ministro Galletti: "Ecco il documento sull'inquinamento e i danni alla salute"

La Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) oggi consegna al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti un documento in cui sono esposti i principali rischi per la salute dei bambini e degli adolescenti, derivati dall’inquinamento. La Federazione propone alle Istituzioni alcune possibili soluzioni per ridurre i pericoli che l’attuale grave situazione ambientale provoca al benessere dei più giovani. La consegna dell’elaborato avviene nell’ambito del G7 sull’ambiente che si svolge in questi giorni a Bologna. “Il problema più grande è la continua immissione di sostanze chimiche di sintesi – sottolinea il dott. Giampietro Chiamenti Presidente Nazionale FIMP -. Sono prodotte da attività industriali e agricole, dalla produzione di energia e dallo smaltimento dei rifiuti. Questi agenti inquinanti possono esercitare un’influenza sul genoma e modificare l’espressione del Dna. Metalli pesanti, solventi, coloranti, diossine, PBC, IPA penetrano nei nostri corpi attraverso aria, acqua, cibo e pelle. Si accumulano fino ad alterare le funzioni di organi e tessuti. Sono oltre 1.000 le sostanze in grado di interferire sul sistema endocrino e questo può avvenire già a partire dalla gravidanza. Molti inquinanti riescono a passare la barriera placentare e influenzano il feto con conseguenze irrimediabili per la vita.

Le modificazioni epigenetiche incidono in maniera drammatica sullo sviluppo emozionale, sul potenziale cognitivo e di apprendimento e anche sullo spettro autistico”. “Con questo documento la FIMP si propone come punto di riferimento per la diffusione del concetto di rispetto dell’ambiente e della prevenzione del benessere – afferma la dott.ssa Maria Grazia Sapia referente Nazionale FIMP per l’Ambiente -. Possiamo essere un partner attivo per le ricerche epidemiologiche e la rilevazione dei danni alla salute dei bambini dovuta ad inquinanti. Oggi, infatti, mancano dati specifici sulla popolazione infantile residente nel nostro Paese. Infine vogliamo concordare con il mondo accademico italiano corsi universitari specifici sull’ambiente e i pericoli relativi alla sua alterazione”.

Il documento della FIMP sarà presentato, dopo il G7 di Bologna, al Ministro della Salute, al Ministro dell’Istruzione e verrà condiviso con tutte le maggiori Società Scientifiche pediatriche.

ATTIVITA' FISICA

Pesi in palestra? Ok ma attenzione alla salute

Quando si fanno i pesi in palestra gli attrezzi vanno usati con molta attenzione. Posture scorrette e distrazione negli esercizi possono portare a infiammazioni e dolori articolari. E oltre alle braccia ci vuole anche la testa. E’ importantissimo ascoltare il corpo e imparare quindi a riconoscere i primi segnali di stanchezza eccessiva dei muscoli altrimenti si rischierà di affaticarli inutilmente! Per arrivare ai fatidici 30 minuti di esercizio al giorno è sufficiente:
• evitare di prendere l’auto per piccoli spostamenti;
• andare a lavorare a piedi o in bicicletta;
• organizzare una passeggiata o una corsa con gli amici;
• preferire le scale all’ascensore;
• scendere prima dall’autobus e terminare il tragitto a piedi;
• dedicarsi al giardinaggio o ai lavori di casa (aiutando così anche la compagna!);
• andare a ballare o giocare spesso con i bambini

BENESSERE CARDIOVASCOLARE

Blu, rosso e viola: i colori della tavola per il nostro cuore

Il valore di alcuni degli alimenti tipici della dieta mediterranea è stato testato più volte da studi e ricerche da tutto il mondo. Ma nessuna come l’ultima in ordine di tempo, per lo più italiana (pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition), è riuscita a verificare veramente cosa accade nell’uomo con una dieta ricca di polifenoli (composti ai quali si deve il colore blu, rosso e viola di tè, vino rosso, mirtilli, fragole, e di vari altri frutti, ortaggi, erbe aromatiche e spezie). «La nostra ricerca – spiegano i ricercatori – getta nuova luce sul valore dell’alimentazione mediterranea. Finora il ridotto rischio di malattie cardiovascolari nelle popolazioni mediterranee era spiegato con l’abituale uso di olio d’oliva invece che di grassi di origine animale, caratteristici della dieta nord-europea e americana. Ora invece è chiaro che la dieta mediterranea promuove la buona salute grazie a più fattori nutrizionali, tra cui i polifenoli, presenti soprattutto in verdure, ma anche nella frutta, nell’olio (extravergine), in un buon bicchiere di vino rosso, senza dimenticare la tazzina di caffè e il cioccolato”.