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Tumore al pancreas: ecco i numeri della malattia

LA NEOPLASIA RISULTA IN FORTE CRESCITA IN TUTTO IL MONDO

E’ una delle neoplasie più insidiose e temute, e risulta in forte crescita. Stiamo parlando del tumore del pancreas, una patologia in forte crescita in tutto il mondo. Si calcola infatti che potrà diventare la seconda causa di morte per cancro in Europa nei prossimi anni. Ecco alcuni numeri:

•    7% è la percentuale di casi diagnosticati allo stadio iniziale
•    8%: è la percentuale di sopravvivenza a cinque anni
•    10 volte in più: è il rischio d’insorgenza della neoplasia tra cui soffre di pancreatiche cronica (rispetto al resto della popolazione)
•    30%: è la quota di casi maschili attribuibili al vizio del fumo
•    22.000: è il numero d’italiani che vive con una diagnosi della patologia (rappresentano solo l’1% di tutti i pazienti oncologici della Penisola)
•    13.000: gli italiani colpiti dalla neoplasie lo scorso anno
•    480.000: sono i nuovi casi che saranno diagnosticati in tutto il mondo nel 2020

“E’ una neoplasia molto aggressiva e difficile da individuare – afferma il dott. Fabrizio Nicolis, Presidente Nazionale di Fondazione AIOM -. Incentivare il più possibile la prevenzione primaria tra la popolazione per questa forma di cancro è dunque ancora più importante. Scarsa attività fisica, fumo di sigaretta sono tutti fattori potenzialmente di rischio che possono essere contrastati attraverso corrette campagne informative ed educazionali. E infine non va dimenticato il ruolo della dieta. In particolare un’alimentazione ricca di grassi e zuccheri e i chili di troppo possono favorirne l’insorgenza. L’obesità per esempio aumenta del 12% il rischio ma su questi aspetti c’è ancora poca informazione”.

Per questo Fondazione AIOM e AIOM promuovono la campagna Cooking Comfort, Care.

Lo sapevi che…

IL VETRINO ARMA EFFICACE CONTRO IL CANCRO?

Un ruolo importante ma non ancora sufficientemente valorizzato all’interno del sistema sanitario nazionale italiano. È questa l’attuale situazione dell’anatomo-patologo italiano, una figura professionale fondamentale per la diagnosi e per la scelta della terapia adeguata in particolare per i pazienti oncologici. “Il vetrino è sempre più una vera e propria arma contro il cancro – afferma il Prof. Mauro Truini, Presidente Nazionale della Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica – Divisione Italiana della International Academy of Pathology (SIAPEC-IAP) –. Tale concetto è riportato dalle più prestigiose riviste internazionali. Le cellule prelevate con esame citologico, talora anche in fasi precoci dello sviluppo delle neoplasie, ma più spesso in pazienti inoperabili, consentono non solo la diagnosi ma anche lo studio delle alterazioni dei geni indispensabile per la selezione dei pazienti oncologici per una terapia mirata e personalizzata. Con una diagnostica molecolare, che è ormai parte integrante della nostra attività quotidiana, aiutiamo l’oncologo nella scelta corretta di un trattamento, che sia il più adatto al paziente per le differenti neoplasie. Possiamo così favorire l’appropriatezza prescrittiva ed evitare ai pazienti e all’intera collettività terapie inutili se non addirittura controproducenti con risparmi importanti per l’interno sistema sanitario nazionale”.

“La possibilità di fare una diagnostica precoce è propria della diagnosi citologica “to obtain more with less”. Cioè riuscire ad ottenere sempre più informazioni dallo studio di poche cellule è alla base del nostro lavoro – afferma la Prof. Esther Diana Rossi Co-direttore scientifico per la SIAPEC-IAP con il Prof Syed Ali co-direttore scientifico per la IAC del Tutorial che inizierà oggi a Roma -. La citologia riveste un ruolo sempre piu’ importante nella diagnosi delle patologie neoplastiche e non-neoplastiche. Interveniamo per esempio con le nostre diagnosi in un gran numero dei casi di carcinoma della mammella, la neoplasia femminile più diffusa nel nostro Paese e che solo lo scorso anno ha colpito 52.800 donne”.

NEWS DALL'ITALIA

Celiachia in aumento. Stop al glutine per 200 mila italiani

La celiachia non è più una rarità. Il numero di persone costrette a cambiare il proprio regime alimentare è in continuo aumento. Nel 2017 sono arrivate a 206.561 (pari allo 0,34% della popolazione), con oltre 8 mila diagnosi in più, la metà rispetto a quelle nuove dell’anno precedente, e questo grazie alle nuove procedure che permettono di ridurre gli esami superflui e gli errori. È quanto emerge dalla relazione annuale al Parlamento sulla celiachia pubblicata dal Ministero della Salute sul suo sito. La celiachia è una patologia prettamente femminile, visto che due terzi dei malati sono donne, e si concentra in alcune regioni. Quelle con il maggior numero di residenti celiaci sono Lombardia, Lazio, Campania ed Emilia Romagna, mentre quelle che ne hanno meno sono Valle d’Aosta e Molise. Se si analizza invece la percentuale di persone celiache rispetto alla popolazione, allora il primato spetta alla Sardegna, seguita da Toscana e Provincia Autonoma di Trento. Secondo i dati pubblicati dal Ministero, negli ultimi sei anni sono state registrate 57.899 nuove diagnosi, con una media di circa 10mila all’anno. Nel 2017 sono state per la precisione 8.134, circa la metà dell’anno precedente.

PREVENZIONE

OMS Europa: “Il papilloma virus può essere debellato con il vaccino”

79mila sono i nuovi casi di cancro alla cervice uterina che si registrano ogni anno nella Regione Europea dell’OMS. Trentamila i decessi riscontrati. L’ Organizzazione mondiale della sanità Europa in vista della Giornata mondiale contro il cancro, che si celebra oggi, chiarisce che la tempestiva vaccinazione contro il papillomavirus umano combinata con uno screening regolare per il cancro del collo dell’utero, è il modo migliore per prevenire la malattia fin dall’età adolescenziale. I paesi della Regione, che comprende 53 stati e copre un territorio molto più vasto di quello della Unione Europea, stanno facendo progressi costanti in questo senso e la vaccinazione è stata introdotta in 37 paesi membri con diversi programmi per le ragazze dai 9 ai 14 anni. Sfortunatamente, sottolinea però OMS Europa, il tasso di vaccinazione varia e mentre alcuni paesi hanno raggiunto una copertura di oltre il 90%, altri incontrano difficoltà che hanno limitato il tasso di vaccinazione fino al 20%. E questo pur tenendo conto del fatto che circa l’80% delle persone non vaccinate sarà infettato da una o più forme del virus in qualche momento della loro vita.