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Le nostre ricette: “Vitello Tonnato”

E’ ATTIVO IL PROGETTO "COOKING, COMFORT, CARE". L’OBIETTIVO: CREARE UNA NUOVA ALIMENTAZIONE PER I PAZIENTI

Seguire una sana alimentazione è una delle principali regole che dovrebbe rispettare una persona in cura per un tumore. Medici e cuochi si sono uniti per il progetto Cooking, Comfort, Care con l’obiettivo di creare una nuova alimentazione a misura di paziente: semplice ma gustosa, rispettosa delle esigenze del malato ma anche adatta al resto della famiglia. Un team composto da chef e medici ha elaborato una serie di speciali ricette utili per i pazienti con neoplasia del pancreas. La qualità di vita del paziente passa anche dalla tavola! Mangiare in modo adeguato evita la perdita di peso, riduce le tossicità provocate dalla chemio o dalla radioterapia, rinforza le difese dell’organismo e previene le complicanze post operatorie. Ecco come preparare un ottimo vitello tonne. È una ricetta fresca, gustosa che può rendere più appetitosa la carne. Rappresenta una buona fonte di proteine. E’ preferibile utilizzare del vitello magro o in alternativa anche pollo o tacchino.

Ingredienti per 6 persone
700 grammi carne di vitello
200 grammi di tonno in scatola al naturale
4 acciughe lavate e spinate
1 cipolla e 10 capperi
Una tazza di vino bianco secco
2 limoni, sale e pepe
3 cucchiai di olio extra vergine d’oliva

Preparazione

  • Mettere sul fuoco vivace il pezzo di vitello, versare due cucchiai di olio e fare rosolare l’arrosto da tutte le parti
  • Aggiungere un bicchiere di vino bianco la cipolla tagliata a fette e fare sfumare
  • Accendere il forno a 190° e cuocere la carne per 30/40 minuti
  • Mettere la casseruola sul fuoco, aggiungere il tonno tagliuzzato, tre acciughe tagliate a pezzi, cinque capperi e cuocere per 10 minuti
  • Mettere la carne sul tagliere a raffreddare. Versare la salsa nel tritatutto e ridurla a una crema. Diluire con il succo di limone, un cucchiaio di olio extra vergine d’oliva e se fosse troppo densa, un goccio di vino bianco
  • Tagliare il vitello a fette. Ricomporre la forma dell’arrosto sul piatto di servizio. Versarvi sopra la salsa. Lasciare riposare e insaporire per qualche ora in frigo

Prima di portare in tavola guarnire con l’acciuga rimasta, i capperi e qualche fettina di limone.

Lo sapevi che…

IL TUMORE DELL’OVAIO, NEL 20% DEI CASI LA MALATTIA È EREDITARIA

Ogni anno, su 5.200 nuove diagnosi di tumore dell’ovaio in Italia, circa il 20% presenta carattere genetico-familiare legato alla mutazione BRCA. L’effettuazione del test alla diagnosi per identificare questa mutazione nelle pazienti affette da carcinoma ovarico diventa quindi urgente e fondamentale anche per individuare tempestivamente i familiari portatori di mutazione, prima che sviluppino la malattia. Le strategie di prevenzione di questa neoplasia in Italia sono però ancora a macchia di leopardo. Infatti solo quattro Regioni (Lombardia, Liguria, Emilia Romagna e Toscana) hanno approvato la rimborsabilità del test genetico (BRCA) e dell’eventuale percorso di prevenzione (controlli regolari ed eventuale asportazione dell’organo) per i familiari delle pazienti colpite da carcinoma dell’ovaio BRCA+. Si tratta di una vera e propria strategia di riduzione del rischio nei familiari sani, che potrebbe portare, in 10 anni, a una riduzione del 40% dell’incidenza della patologia. Un risultato di straordinaria importanza in una neoplasia per la quale non esistono metodiche di screening e di prevenzione semplici ed efficaci. Infatti l’80% dei casi di tumore dell’ovaio è diagnosticato in fase avanzata. Ma, nel nostro Paese, alcune Regioni prevedono la rimborsabilità del solo test, escludendo le fondamentali tappe successive.

“Una mutazione di BRCA1 e BRCA2, ereditata dalla madre o dal padre, determina una predisposizione a sviluppare il tumore più frequentemente rispetto alla popolazione generale – afferma Stefania Gori, Presidente Nazionale AIOM -.  L’informazione sull’eventuale presenza della mutazione BRCA va acquisita al momento della diagnosi, perché può contribuire alla definizione di un corretto percorso di cura che parta dalla prima linea di trattamento. E, nei familiari che presentano la mutazione, devono essere avviati programmi di sorveglianza intensiva che spaziano dai controlli semestrali fino all’asportazione chirurgica delle tube e delle ovaie”. Le donne che ereditano la mutazione BRCA1 hanno una probabilità del 44% di sviluppare un tumore ovarico nel corso della vita. La percentuale è inferiore per il gene BRCA2 (17%).

“Per sensibilizzare i cittadini sulla malattia e sull’importanza di accedere al test, Fondazione AIOM ha pubblicato un Quaderno informativo – spiega il dott. Fabrizio Nicolis, Presidente Nazionale di Fondazione AIOM -. Questa pubblicazione, che prende spunto dalle Linee Guida AIOM sul tumore dell’ovaio aggiornate nel 2018, si inserisce in una strategia complessiva di sensibilizzazione sulle diverse neoplasie che include 30 Quaderni indirizzati ai cittadini. Abbiamo realizzato anche l’opuscolo su ‘Test BRCA e prevenzione del carcinoma ovarico. La mancata consapevolezza troppo spesso porta infatti le donne a sottovalutare i sintomi iniziali e ad arrivare alla diagnosi quando la malattia si è già diffusa ad altri organi”. Il trattamento delle forme precoci è chirurgico, ma, di fronte a un rischio di recidiva del 25-30%, in molti casi viene prescritta una terapia chemioterapica precauzionale, dopo l’intervento”.

ALIMENTAZIONE

Yogurt, ecco come scegliere quello giusto

Lo yogurt è una preziosa fonte di calcio e quindi consumarlo regolarmente aiuta a proteggere la salute delle nostra ossa. Ecco come scegliere il prodotto giusto:

• Prima di tutto verificate che sia yogurt: oggi esistono simil-prodotti che traggono in inganno
• Controllate la data di scadenza, che dev’essere il più lontana possibile: i lattobacilli più rimangono nel vasetto e meno sono efficaci.
• Il criterio principe? Numero e specie dei batteri lattici. Il motivo per cui fa bene lo yogurt è proprio l’apporto di miliardi di lattobacilli che mantengono efficiente l’intestino
• Preferite uno yogurt che contenga più specie di lattobacilli, in modo da sfruttare tutte le loro potenzialità. Infatti l’intestino è un ecosistema dove vivono 500 specie di batteri: i lattobacilli vivi dello yogurt aiutano a mantenere in equilibrio l’ecosistema
• Se decidete di prendere uno yogurt alla frutta o dolce, tenete presente che queste manipolazioni non influiscono sui bacilli ma certo aumentano le calorie

NEWS DAL MONDO

Sono gli over 65 a condividere più spesso le fake news!

Altro che i giovani utenti del web, sono gli anziani i principali diffusori di fake news tramite i social media. E’ quanto suggerisce una ricerca che ha analizzato le attività su Facebook di oltre 1300 persone negli USA. “Sappiamo molto poco su chi effettivamente condivide le notizie false – ha dichiarato Joshua Tucker, prof. di politica alla New York University -, il nuovo studio fa un primo passo in questa direzione”.

I ricercatori hanno condotto l’indagine durante l’ultima campagna elettorale per le presidenziali. Un campione di 1.300 intervistati ha accettato di fornire i propri commenti sui post, inclusi i collegamenti esterni ad altri siti. Ne è emerso che una piccola percentuale, meno del 9%, ha condiviso su Facebook collegamenti con i siti riconosciuti essere divulgatori di “false notizie” durante la campagna elettorale presidenziale, ma questo comportamento era sproporzionatamente comune tra le persone oltre i 65 anni: in particolare, solo il 3% di quelli di età compresa tra i 18 e i 29 anni lo faceva rispetto all’11% della Terza Età.