Newsletter

Tumori: un terzo dei casi è evitabile con una dieta sana

E’ QUANTO SOSTIENE L’ ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ

Oggi sappiamo che una dieta povera di zuccheri e di carni animali ma ricca di fibre vegetali ha un effetto positivo nel ridurre il rischio relativo di insorgenza del tumore. Autorevoli studi scientifici internazionali hanno evidenziato che un consumo eccessivo di carni rosse, in particolar modo quelle rosse lavorate (salumi, insaccati e carne in scatola), aumenta il rischio di sviluppare alcuni tumori. D’altra parte, una dieta ricca di frutta e verdure comporta molti benefici per la salute, tra cui una riduzione dell’incidenza di vari tipi di tumore. “Non esistono però cibi in grado di proteggere in maniera assoluta – afferma il prof. Massimo Di Maio, Direttore dell’Oncologia dell’Ospedale Mauriziano di Torino -. Ci sono delle strategie alimentari che possono ridurre il rischio relativo di cancro. Per questo suggeriamo di rispettare sempre le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Circa un terzo di tutti i casi di malattie cardiovascolari e dei tumori potrebbero essere evitati grazie ad un’alimentazione sana ed equilibrata”.

Ecco le principali regole da seguire:
• Evitare l’obesità e mantenersi fisicamente sempre attivi. E’ sufficiente praticare regolarmente un po’ d’esercizio fisico
• Limitare il più possibile consumo di alimenti molto calorici, ed evitare il consumo di bevande zuccherate
• Basare la propria alimentazione prevalentemente su cibi di provenienza vegetale (cereali non industrialmente raffinati e legumi in ogni pasto) e un’ampia varietà di verdure non amidacee e di frutta
• Limitare il consumo di bevande alcoliche, di sale (non più di 5 grammi al giorno) e di cibi conservati sotto sale
• Assumere cinque porzioni di frutta e verdura al giorno
• Limitare il consumo di carni rosse (ovine, suine e bovine) ed evitare il consumo di carni conservate.
• Evitare di consumare cibi contaminati da muffe

Vero o falso…?

CON I FARMACI CHEMIOTERAPICI POSSONO ESSERCI CAMBIAMENTI DEL GUSTO E DELL'OLFATTO?

SÌ, alcuni farmaci utilizzati per la chemioterapia e, in certi casi, anche per la radioterapia possono causare cambiamenti nel modo in cui il paziente sente i sapori e gli odori. Per questo motivo a volte accade che i cibi sembrino salati o amari o che si senta uno strano sapore “metallico”. Può anche succedere che molti alimenti diventino insipidi o “cattivi”. La stessa cosa accade a volte con gli odori: i profumi o i deodoranti più intensi possono dare fastidio. I cambiamenti del gusto e dell’olfatto non sono comunque permanenti e sono destinati a scomparire alla fine delle cure. Se gran parte degli effetti collaterali scompare velocemente, alcuni possono richiedere un po’ più di tempo, a volte alcuni mesi o anni. Quando la chemioterapia colpisce alcuni organi, come quelli riproduttori, oppure i reni, il cuore o il fegato, i danni arrecati possono essere permanenti. Ciononostante, se il medico sceglie la strada della chemioterapia, significa che nel caso di quel paziente i benefici attesi con la chemioterapia sono potenzialmente superiori rispetto ai possibili effetti collaterali. Inoltre è bene sapere che il più delle volte questi effetti si possono facilmente prevenire. Per esempio esistono alcune combinazioni di chemioterapici e di farmaci biologici (orientati a colpire un bersaglio preciso) che possono alterare la funzionalità cardiaca. In questi casi, prima di iniziare la terapia, si viene sottoposti a un elettrocardiogramma per accertarsi che il cuore continuerà a funzionare normalmente durante la cura. Allo stesso modo, se il chemioterapico agisce sul fegato, la funzionalità epatica verrà periodicamente monitorata e, in caso di alterazione, il medico cambierà il tipo di trattamento o ridurrà la dose, in modo da evitare danni a lungo termine. Infine alcuni chemioterapici, come gli alcaloidi della vinca, i taxani o i composti del platino, possono danneggiare i nervi Infine alcuni chemioterapici, come gli alcaloidi della vinca, i taxani o i composti del platino, possono danneggiare i nervi.

PREVENZIONE

Sei italiane su 10 soffrono d’incontenenza urinaria

Oltre 3 milioni di donne in Italia soffrono d’incontinenza urinaria. Il disturbo colpisce soprattutto sopra i 60 anni ma non solo. Il 20% dei casi riguarda infatti le under 30 e ben il 40% donne di età compresa tra i 35 e i 50 anni. Il 61% non ne parla col medico, questo l’allarme dell’Associazione Italiana di Urologia Ginecologica e del Pavimento Pelvico (AIUG). “Siamo in prima linea per far comprendere che questo disturbo si può affrontare – sottolinea Gennaro Trezza, presidente dell’Associazione – è necessario superare l’imbarazzo e parlarne con uno specialista”. Diversi i fattori di rischio che possono contribuire all’insorgenza, fra i quali: stitichezza, obesità, infezioni ricorrenti delle vie urinarie, menopausa, fumo. Il parto per via naturale è un fattore che predispone la donna all’incontinenza da sforzo, in quanto la regione pelvica risulta molto stressata. Il ruolo dell’ostetrica nel prevenire o affrontare questo disturbo può essere determinante. Insegnare, informare e consigliare alle donne come allenare il pavimento pelvico possono fare la differenza”.

NEWS DAL MONDO

In UE più di 1,2 milioni decessi evitabili ogni anno

Nell’Unione Europea oltre 1,2 milioni di morti l’anno sarebbero evitabili con migliori politiche di salute pubblica e una migliore assistenza sanitaria. E’ quanto sostiene il rapporto OCSE ‘Health at Glance Europe’, per cui l’Italia è però tra i paesi piu’ virtuosi. Per il rapporto, riferito al 2015, le cause principali sono malattie cardiache, tumori del polmone, incidenti stradali e morti per alcol. Nella classifica delle morti prevenibili, evitabili con interventi di salute pubblica, l’Italia è ‘promossa’ ed è al primo posto, con 151 per 100mila abitanti, meno della media Ue di 216. Anche per le morti evitabili con una migliore assistenza, la cifra italiana è molto bassa: 93 ogni 100mila abitanti, maggiore solo di quelle di Francia, Spagna e Olanda.

“Anche se l’aspettativa di vita nell’Ue è tra le più alte alte al mondo non possiamo riposare sugli allori – ha affermato Vytenis Andriukaitis, commissario Ue alla Salute -. Molte vite potrebbero essere salvate aumentando gli sforzi per promuovere stili di vita salutari e combattere fattori di rischio come alcol e droghe”.