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Le nostre ricette: “Frittata di pasta”

“E’ ATTIVO IL PROGETTO COOKING, COMFORT, CARE. L’OBIETTIVO: CREARE UNA NUOVA ALIMENTAZIONE PER I PAZIENTI"

Seguire una sana alimentazione è una delle principali regole che dovrebbe rispettare una persona in cura per un tumore. Medici e cuochi si sono uniti per il progetto Cooking, Comfort, Care con l’obiettivo di creare una nuova alimentazione a misura di paziente: semplice ma gustosa, rispettosa delle esigenze del malato ma anche adatta al resto della famiglia. Un team composto da chef e medici ha elaborato una serie di speciali ricette utili per i pazienti con neoplasia del pancreas. La qualità di vita del paziente passa anche dalla tavola! Mangiare in modo adeguato evita la perdita di peso, riduce le tossicità provocate dalla chemio o dalla radioterapia, rinforza le difese dell’organismo e previene le complicanze post operatorie. Ecco come preparare una frittata di pasta. Rappresenta un’ottima fonte di proteine e carboidrati. Chi soffre di intolleranza al lattosio può cucinare lo stesso la ricetta utilizzando latte e formaggio senza lattosio.

Ingredienti per 8 persone
• 12 uova sbattute
• 2 tazze di latte
• Sale e pepe
• 1 tazza di formaggio grattugiato
• Pasta lunga (spaghetti, maccheroni, bucatini)

Preparazione
1. Preparate il forno a 120° e nel frattempo cucinate la pasta
2. Mescolare le uova sbattute con il latte, sale, pepe e il formaggio
3. Mettete in una teglia antiaderente la pasta e il mix di uova
4. Cuocere in forno a 120 °per 10 minuti, e quindi aumentare la temperatura a 180° per 25-30 minuti
5. Tagliate la torta ottenuta in 8 fette e servite in un piatto

Dati nutrizionali
378 calorie, 11,5 gr di grassi, 4,6 gr di grassi saturi, 259 mg di colesterolo, 48,5 gr di carboidrati, 2 gr di fibra, 21,4 gr di proteine

Dagli oncologi AIOM 37 linee guida a disposizione di clinici e pazienti

IL PRESIDENTE STEFANIA GORI: “VOGLIAMO FAVORIRE L’APPROPRIATEZZA PRESCRITTIVA E ANCHE LA FORMAZIONE CONTINUA DEGLI SPECIALISTI"

Sono in totale 37 le Linee Guida ufficiali prodotte dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) nel 2018. Si tratta di documenti elaborati con metodologia GRADE e stilati con l’impegno di oltre 500 professionisti e il coinvolgimento di 45 diverse Società Scientifiche. Solo nel 2018 sono state scaricate e consultate da oltre 500mila persone. L’obiettivo, per quest’anno, è procedere con un costante aggiornamento per perfezionare così la formazione continua degli oncologi. E, al tempo stesso, migliorare e garantire un migliore e più uniforme sistema di cure su tutto il territorio nazionale. E’ quanto ha recentemente reso noto la Società Scientifica.

“Le Linee Guida sono uno degli strumenti principali che rappresentano la medicina basata sull’evidenza – spiega Stefania Gori, Presidente nazionale AIOM -. Attraverso un processo sistematico e trasparente rendono possibile il trasferimento nella pratica clinica di tutte le nuove conoscenze prodotte dalla ricerca medico-scientifica. Attualmente le patologie oncologiche sono la seconda causa di decesso nel nostro Paese e ogni giorno sono diagnosticati 1.000 nuovi casi di cancro. Diventa quindi fondamentale, per gli specialisti, avere a disposizione strumenti che favoriscono anche l’appropriatezza prescrittiva dei trattamenti e degli esami diagnostici e strumentali. Gli ultimi provvedimenti legislativi, tra cui la Legge Biondi-Gelli del 2017, hanno rafforzato enormemente il ruolo delle Società Scientifiche nella produzione di Linee Guida. Anche per questo motivo, AIOM ha continuato a lavorare in questo importante progetto che rappresenta uno dei due obiettivi principali della società scientifica. Esistono tuttavia aspetti che vogliamo perfezionare, migliorando sempre più la collaborazione con altre associazioni di specialisti così da ottenere raccomandazioni sempre più condivise e multidisciplinari”. Nella elaborazione di sei Linee Guida AIOM 2018 hanno preso parte anche i pazienti. “Oltre ai medici specialisti, i malati di cancro sono gli ‘utilizzatori finali’ delle Linee Guida – aggiunge Fabrizio Nicolis, presidente di Fondazione AIOM -. Il coinvolgimento dei pazienti viene suggerito anche dalle Istituzioni sanitarie. Questi pazienti devono essere tuttavia formati adeguatamente e, per questo motivo, Fondazione AIOM, in collaborazione con AIOM, da tre anni ha avviato corsi di formazione specifici”. Fondazione AIOM infatti è da molti anni impegnata per aumentare l’interazione e un dialogo costruttivo fra oncologi e pazienti.

PREVENZIONE

Sei italiane su 10 soffrono d’incontenenza urinaria

Oltre 3 milioni di donne in Italia soffrono d’incontinenza urinaria. Il disturbo colpisce soprattutto sopra i 60 anni ma non solo. Il 20% dei casi riguarda infatti le under 30 e ben il 40% donne di età compresa tra i 35 e i 50 anni. Il 61% non ne parla col medico, questo l’allarme dell’Associazione Italiana di Urologia Ginecologica e del Pavimento Pelvico (AIUG). “Siamo in prima linea per far comprendere che questo disturbo si può affrontare – sottolinea Gennaro Trezza, presidente dell’Associazione – è necessario superare l’imbarazzo e parlarne con uno specialista”. Diversi i fattori di rischio che possono contribuire all’insorgenza, fra i quali: stitichezza, obesità, infezioni ricorrenti delle vie urinarie, menopausa, fumo. Il parto per via naturale è un fattore che predispone la donna all’incontinenza da sforzo, in quanto la regione pelvica risulta molto stressata. Il ruolo dell’ostetrica nel prevenire o affrontare questo disturbo può essere determinante. Insegnare, informare e consigliare alle donne come allenare il pavimento pelvico possono fare la differenza.

NEWS DAL MONDO

In UE più di 1,2 milioni decessi evitabili ogni anno

Nell’Unione Europea oltre 1,2 milioni di morti l’anno sarebbero evitabili con migliori politiche di salute pubblica e una migliore assistenza sanitaria. E’ quanto sostiene il rapporto OCSE ‘Health at Glance Europe’, per cui l’Italia è però tra i paesi piu’ virtuosi. Per il rapporto, riferito al 2015, le cause principali sono malattie cardiache, tumori del polmone, incidenti stradali e morti per alcol. Nella classifica delle morti prevenibili, evitabili con interventi di salute pubblica, l’Italia è ‘promossa’ ed è al primo posto, con 151 per 100mila abitanti, meno della media Ue di 216. Anche per le morti evitabili con una migliore assistenza, la cifra italiana è molto bassa: 93 ogni 100mila abitanti, maggiore solo di quelle di Francia, Spagna e Olanda.

“Anche se l’aspettativa di vita nell’Ue è tra le più alte alte al mondo non possiamo riposare sugli allori – ha affermato Vytenis Andriukaitis, commissario Ue alla Salute -. Molte vite potrebbero essere salvate aumentando gli sforzi per promuovere stili di vita salutari e combattere fattori di rischio come alcol e droghe”.