Newsletter

Tumore del pancreas, oltre 13mila gli italiani colpiti ogni anno

Tumore del pancreas, oltre 13mila gli italiani colpiti ogni anno

AL VIA IL PROGETTO COOKING, COMFORT, CARE. L’OBIETTIVO: CREARE UNA NUOVA ALIMENTAZIONE PER I PAZIENTI

Il tumore del pancreas è una malattia in forte crescita e i casi sono aumentati del 59% nel nostro Paese: nel 2002 erano 8.602, nel 2017 sono 13.700. “Risente molto degli stili di vita scorretti a partire dalla dieta – afferma il dott. Fabrizio Nicolis, Presidente della Fondazione AIOM –. Si tratta di una delle neoplasie a prognosi più sfavorevole: solo il 7% degli uomini e il 9% delle donne risultano vivi a 5 anni, senza sensibili scostamenti negli ultimi 20 anni”

Per i pazienti alle prese con questa malattia Fondazione AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) ha lanciato il progetto Cooking, Comfort, Care La nutrizione per la lotta contro il tumore del pancreas. L’obiettivo è quello di creare una nuova alimentazione a misura di paziente: semplice ma gustosa, rispettosa delle esigenze del malato ma anche adatta al resto della famiglia. Un team composto da chef e medici oncologi ha elaborato una serie di speciali ricette utili per i pazienti con neoplasia del pancreas. Nei prossimi numeri de Il Ritratto della Salute News ne pubblicheremo alcune. Puoi leggerle all’indirizzo

www.fondazioneaiom.it 

“La qualità di vita del paziente passa anche dalla tavola – prosegue Nicolis -. Diarrea, nausea, vomito, perdita dell’appetito sono solo alcuni degli effetti collaterali più frequenti provocati dalle terapie anticancro. La malnutrizione interessa più del 70% dei malati di cancro già alla diagnosi e prevenirla comporta grandi vantaggi. Diminuisce, infatti, la tossicità dei trattamenti antineoplastici e si riducono le complicanze e anche la necessità e durata di ricoveri ospedalieri. Infine migliora la qualità di vita generale del malato e quindi anche la risposta positiva dell’organismo alla neoplasia”.

VERO O FALSO?

L’attività fisica previene il cancro?

VERO! Il 20% delle neoplasie è causato dalla sedentarietà. I benefici dell’attività fisica sono evidenti ma gli italiani sembrano ignorarli. I sedentari rappresentano il 39,2% della popolazione, pari a circa 23 milioni di persone. La percentuale di italiani che dichiara di praticare sport con continuità nel tempo libero è pari al 25,1%. Se a questi si aggiungono coloro che dichiarano di fare sport saltuariamente si arriva al 34,8%.

La prevenzione attraverso il movimento dovrebbe entrare nell’agenda dei governi di tutto il mondo, i dati degli studi scientifici ne dimostrano con forza i benefici. Sono stati pubblicati sulla rivista JAMA Internal Medicine i risultati di un’indagine su un numero elevato di persone (circa un milione e mezzo di cittadini americani e del Nord-Europa) che ha evidenziato la forte correlazione tra attività fisica e riduzione del rischio per tredici diverse forme di tumore. Questo calo è stato stimato in una percentuale compresa tra il 10 ed il 42%. In particolare, correre, camminare o nuotare regolarmente diminuisce di oltre il 20% la probabilità di ammalarsi di alcuni tumori come quelli a fegato e rene, e di oltre il 40% di cancro all’esofago. I partecipanti sono stati seguiti per 11 anni. In media coloro che effettuavano attività fisica lo facevano per circa 150 minuti a settimana (cioè un allenamento di 50 minuti per tre volte a settimana) che corrisponde a quanto previsto dalle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’Attività Fisica 2016-2020.

Un’altra pubblicazione sulla stessa rivista ha mostrato una forte riduzione del rischio di neoplasie del sistema digestivo, valutabile intorno al 37%. Sono risultati molto importanti e superiori rispetto anche ai più efficaci mezzi terapeutici. I meccanismi che determinano l’effetto protettivo dell’attività fisica sono rappresentati dal rafforzamento della funzione immune e dalla diminuzione di fattori infiammatori.

ALIMENTAZIONE SANA

I LATTICINI, ECCO I BENEFICI DEGLI AMICI DELLE OSSA

I latticini sono ricchi di calcio che è uno dei minerali più importanti per l’organismo. Il 99% di quello presente nel corpo (circa 1,2 kg in totale) è contenuto nello scheletro e nei denti. La sua carenza è infatti uno dei principali fattori che portano all’osteoporosi. Per questo motivo se ne raccomanda una maggiore assunzione ai giovani, alle donne di qualunque età (più soggette all’osteoporosi dopo la menopausa per motivi ormonali) e agli anziani. La fonte principale è il latte con i suoi derivati. Le dosi giornaliere consigliate vanno dai 600 mg per i bambini ai 1500 mg per le donne in menopausa. Per tutti gli altri è sufficiente un apporto di 1000 mg (contenuti per esempio in 100 g di for-maggi). È importante peraltro non superare la dose consigliata, perché questi alimenti sono calorici e contengono il colesterolo “cattivo” (Ldl). Per fare il pieno di calcio si possono scegliere anche i vegetali (cavolo e broccoli, anzitutto) e il pesce a lisca tenera, come sardine e salmone.

NOTIZIE DAL MONDO

OMS: “CURE PER LA SALUTE RIENTRANO A PIENO TITOLO NEI DIRITTI UMANI”

Rispetto per l’etica medica, sensibilità al genere, strutture sanitarie, beni, servizi e programmi centrati sulla persona e che rispondano alle esigenze specifiche di diversi gruppi di popolazione. Tutto questo deve essere in conformità con gli standard internazionali di etica medica per la riservatezza e il consenso informato. Sono queste le qualità che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sottolinea e ritiene necessarie nella sua scheda su “Diritti umani e salute”. L’Organizzazione si è impegnata a integrare i diritti umani nei programmi e nelle politiche sanitarie a livello nazionale e regionale, esaminando i fattori determinanti della salute come parte di un approccio globale alla salute e ai diritti umani. Uno dei principi fondamentali dei diritti umani sono l’uguaglianza e la non discriminazione che impone all’OMS di affrontarle “nell’orientamento, nelle politiche e nelle pratiche come quelle relative alla distribuzione e alla fornitura di risorse e servizi sanitari. – si legge nel documento -. La non discriminazione e l’uguaglianza sono le misure chiave necessarie per affrontare i determinanti sociali che influiscono sul godimento del diritto alla salute”.