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Riso integrale germogliato, ecco l'identikit per conoscerlo meglio!

Riso integrale germogliato, ecco l'identikit per conoscerlo meglio!

VIENE USATO COME INGREDIENTE PER CREARE FORMAGGI FRESCHI VEGETALI ED E' UNO DEI PIU' EQUILIBRATI TRA I CEREALI

Il suo vero nome è Oryza Sativa ed il cereale più consumato, conosciuto e diffuso al mondo. Stiamo ovviamente parlando del riso che può essere di varie tipologie. Il riso integrale non è altro che il cereale bianco a cui viene lasciata la pellicina esterna (chiamata anche pula) che ne ricopre il chicco. E’ ricchissima di fibre e di altre importanti e preziose proprietà nutritive. E’ composto: dal 12% di acqua, 7% di proteine, 69,2% di carboidrati, fibre, zuccheri, lipidi, ferro, sodio, potassio, fosforo, selenio, manganese, rame, zinco e alcune vitamine. E’ naturalmente privo di glutine e quindi adatto anche a celiaci. Una sola tazza di riso integrale fornisce l’80% del fabbisogno quotidiano di manganese, ricco di antiossidanti e che aiuta a sintetizzare i grassi, migliora il sistema nervoso e riproduttivo. Il selenio aiuta a ridurre il rischio di sviluppare malattie come il cancro o legate al sistema cardio-circolatorio. Il riso integrale è un valido aiuto per ridurre il colesterolo, per stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue, ed è un alimento rinfrescante e disintossicante. Se manteniamo il cereale integro possiamo conservare tutte le sue potenziali capacità di creare vita. A differenza del riso bianco raffinato quello integrale una volta immerso in acqua germoglia. Questo può essere utilizzato come ingrediente principale per la realizzazione di formaggi freschi vegetali, piatti pronti e surgelati, tramezzini e altri alimenti. Come si vede dalla sua composizione, è uno dei più equilibrati tra i cereali, facilmente digeribile e assimilabile e i benefici che ne derivano per la nostra salute sono innumerevoli. Per il suo basso contenuto glicemico e di zuccheri ed il suo alto apporto nutrizionale, è un alimento adatto anche per i bambini. ​​​

ATTIVITA' FISICA

Tutti i benefici...dello sport in acqua

Fare sport in acqua piuttosto che sulla terraferma? Un’ottima idea, che offre numerosi vantaggi e benefici: è molto efficace, facile e divertente. Il corpo lavorando in parziale assenza di gravità, può permettersi movimenti più ampi senza per questo gravare sulla colonna e gli arti inferiori. L’acqua oppone una resistenza 12 volte superiore a quella dell’aria, costringe i muscoli a un maggiore impegno e a un superiore dispendio energetico. Ecco gli sport che vanno per la maggiore:

ACQUAGYM. Sono coinvolti tutti i muscoli del corpo, senza alcun rischio per l’apparato osteo-muscolare. In generale, l’acquagym tonifica i muscoli e modella il fisico

IDROBIKE. La cyclette acquatica, regolabile in modo che l’acqua arrivi all’altezza del bacino o del torace e dotata di diversi livelli di resistenza, unisce i vantaggi della bici tradizionale a quelli dello spinning in acqua. Più intensa dell’acquagym è soprattutto consigliata a chi ha problemi di sovrappeso

ACQUAYOGA. Denominata anche woga, è una disciplina adatta a tutti che si pratica abitualmente in acqua calda e comunque mai inferiore ai 30° C. La lezione è suddivisa in tre fasi e favorisce concentrazione e rilassamento

Il nuoto è un’attività sportiva consigliata fin dalle prime settimane di età. Tuttavia per la pratica agonistica bisogna aspettare gli 8 anni. Nuotare consente di sviluppare un fisico armonioso e favorisce la coordinazione. E anche quando siamo grandi può aiutarci a rimanere in forma. Una pratica costante di questo sport migliora la salute cardiovascolare, abbassa la pressione sanguigna, rende più elastica la muscolatura, corregge la postura, brucia le calorie in eccesso, attenua il mal di schiena e i dolori articolari e allevia le tensioni. Inoltre l’allenamento in piscina mette in movimento tutti i muscoli attraverso un esercizio fisico progressivo e dolce che non stressa giunture ed ossa.
Non serve essere la Pellegrini o la Cagnotto per preservare la propria salute in piscina. Nuotare 3 o 4 volte alla settimana per 15-45 minuti fa bene, anzi benissimo e permette di vivere più a lungo!

LO SAPEVI CHE...

In UE fuma una persona su 4, una su 5 in Italia

Una persona su quattro nell’Unione europea è fumatrice e una su cinque deve fare i conti con il fumo passivo. L’Italia è leggermente sotto la media Ue (22,7%). I dati, relativi al 2014, emergono da un rapporto dell’Eurostat. Il 24% delle persone di età superiore ai 15 anni è dipendente dal fumo. Il 21,6% della popolazione europea, inoltre, è esposto quotidianamente al fumo passivo in interni. Il vizio del fumo attrae più gli uomini (28,7% i fumatori) rispetto alle donne (19,5%). Svezia e Gran Bretagna i Paesi più virtuosi (16,7% e 17,2% di fumatori), ‘filtro nero’ alla Bulgaria (34,7%). “Il fumo aumenta di 14 volte il rischio di tumore del polmone ed è responsabile del 30% di tutte le forme di cancro – afferma il prof. Francesco Cognetti presidente della Fondazione Insieme contro il Cancro -. In più favorisce lo sviluppo di molte altre gravi malattie come infezioni respiratorie e patologie cardio-vascolari. E’ la seconda causa di morte nel mondo. Provoca più decessi di alcol, AIDS, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme”.

BENESSERE FEMMINILE

Endometriosi, la malattia si combatte anche a tavola

Un disturbo silenzioso (ma molto doloroso) affligge la salute di oltre 3 milioni di italiane. E’ l’endometriosi, una patologia caratterizzata dalla presenza di frammenti di endometrio (lo strato interno dell’utero) “ectopico”. Contro la malattia la dieta gioca un ruolo fondamentale. Una donna colpita dalla endometriosi deve aumentare il consumo di:
– fibre: provocano la riduzione degli ormoni circolanti nel sangue e la diminuzione del dolore. Devono sostituire il 30% dei pasti e quindi via libera al frumento e riso integrale, frutta, verdura e legumi.
– acidi grassi omega 3 del pesce azzurro: promuovono la produzione della prostaglandina PGE1, una sostanza che riduce il livello di infiammazione addominale. A tavola non devono mancare tonno, olio di oliva, pesce azzurro e noci.

Da ridurre invece è il consumo di:
– latte e latticini: stimolano la produzione di prostaglandine PGE2 e PGF2A, responsabili di alcuni processi infiammatori
– carne: anche bistecche e insaccati favoriscono la produzione di PGF2A
– caffeina, alcol, cioccolato, grassi saturi, burro e margarina, bevande ad alto contenuto di zucchero.