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Le nostre ricette: “Purea di carote con l'olio di oliva e coriandolo”

E’ ATTIVO IL PROGETTO COOKING, COMFORT, CARE. L’OBIETTIVO: CREARE UNA NUOVA ALIMENTAZIONE PER I PAZIENTI

Seguire una sana alimentazione è una delle principali regole che dovrebbe rispettare un paziente oncologico. Medici e cuochi si sono uniti per il progetto Cooking, Comfort, Care con l’obiettivo di creare una nuova alimentazione a misura di paziente: semplice ma gustosa, rispettosa delle esigenze del malato ma anche adatta al resto della famiglia. Un team composto da chef e medici ha elaborato una serie di speciali ricette utili per i pazienti con neoplasia del pancreas. La qualità di vita del paziente passa anche dalla tavola! Mangiare in modo adeguato evita la perdita di peso, riduce le tossicità provocate dalla chemio o dalla radioterapia, rinforza le difese dell’organismo e previene le complicanze post operatorie. Ecco come preparare un’ottima purea di carote con l’olio di oliva e coriandolo.

Le verdure risultano ben cotte e il piatto è particolarmente indicato per il paziente con problemi digestivi. Le carote sono un’ottima fonte di beta-carotene.

Ingredienti per 6 persone:
10 carote pulite e tagliate a cubetti
5 cucchiai di olio extravergine d’oliva
Sale e pepe nero
3 cucchiai di coriandolo fresco tritato

Preparazione:
Bollire le carote per circa 20 minuti fino a farle diventare molto tenere. Per preservare tutti i principi nutritivi della verdura potete cuocerle anche a vapore. In una padella mettete il coriandolo, aggiungete 3 cucchiai di olio e fate cuocere a fuoco bassissimo per circa 5 minuti. Togliete le carote dalla pentola e fatele riposare per 5 minuti. Frullate le carote e aggiungete il coriandolo e altri 2 cucchiai di olio. Aggiungere sale e pepe e, se volete, ancora un po’ di coriandolo fresco come guarnizione.

Lo sapevi che….

CON UN EURO INVESTITO IN PREVENZIONE ONCOLOGICA NE RISPARMIAMO 3 PER LE CURE?

Esatto! Il cancro rappresenta senza dubbio una patologia cronica. Lo dimostrano chiaramente gli ultimi dati. Nel 2018 sono quasi 3 milioni e quattrocentomila gli italiani che vivono dopo una diagnosi di tumore. Rappresentano circa il 6% dell’intera popolazione residente nel nostro Paese.  In diverse neoplasie la sopravvivenza aumenta in modo significativo e gli effetti collaterali diminuiscono e si modificano. Basta pensare che la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi raggiunge il 91% nel tumore della prostata e l’87% nella mammella.

Questi risultati sono stati ottenuti anche grazie alle campagne di prevenzione che proprio in oncologia mostrano i grandi benefici che possono determinare all’intera collettività. E’ stato, infatti, dimostrato che per ogni singolo euro investito in prevenzione si possono ottenere risparmi per le cure mediche che ammontano a 2,9 euro. Tuttavia serve un maggiore impegno in questa direzione. Secondo gli ultimi dati disponibili in Italia per la prevenzione si spendono 5 miliardi di euro (2014), pari al 4,22% della spesa sanitaria totale: il tetto programmato stabilito nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) invece è del 5%. È stato dimostrato che, se la spesa in prevenzione raggiungesse il livello del 5%, l’incidenza della spesa sanitaria pubblica sul PIL scenderebbe dal 9,2% all’8,92%, con un risparmio di 7,6 miliardi di euro. Risorse che potrebbero essere utilizzate per migliorare l’accesso di tutti alle terapie innovative. Oggi infatti ad armi efficaci come la chemioterapia, la radioterapia e la chirurgia si sono aggiunte le terapie a bersaglio molecolare e l’immunooncologia, permettendo di migliorare la sopravvivenza e garantendo una buona qualità di vita. Il concetto di prevenzione del cancro ha assunto maggiore importanza negli ultimi decenni, in seguito all’incremento dei nuovi casi. Si è passati da un approccio solamente curativo a uno preventivo. Risale al 1981 la pubblicazione, da parte di due importanti epidemiologi (Richard Doll e Richard Peto), del primo elenco scientificamente controllato dei principali fattori di rischio che determinano la comparsa di un cancro. Tra gli elementi individuati in questo studio compaiono il fumo di sigaretta, l’alimentazione e altre cause come virus, ormoni e radiazioni.

I NOSTRI CONSIGLI

Cinque semplici mosse per non dimenticarsi mai le medicine

Durante la terza età può capitare di dover prendere più medicine durante le varie fasi del giorno. Il rischio di dimenticarsele è quindi molto alto. Esistono alcune regole per non scordarsele o di sbagliarne il dosaggio. Eccole:
1. Scrivete la posologia sulla confezione, posizionando la prescrizione medica in un punto ben visibile (frigo, lavagnette da cucina). Per i più tecnologici, anche il promemoria del cellulare può rivelarsi utile
2. Affiancate il farmaco ad azioni quotidiane, come lavarsi i denti
3. Stabilite un ritmo regolare di assunzione, ovviamente sempre a seconda delle indicazioni del medico: appena svegli o qualche minuto prima di coricarsi rappresentano i momenti più indicati per cadenzare il trattamento
4. Utilizzate un calendario, segnando con una croce di colore diverso ogni nuova assunzione, evidenziando così le diverse pillole ed evitando di prendere due volte lo stesso prodotto
5. Usate contenitori appositi. In farmacia si trovano apposite scatolette in cui inserire le medicine da prendere durante la settimana

ALIMENTAZIONE

Noci, mandorle e nocciole “armi” contro il tumore

Mangiare almeno mezzo chilo di frutta secca da guscio (noci, mandorle, nocciole, anacardi, noci pecan) alla settimana potrebbe ridurre il rischio di recidiva del 42% e di morte del 57% in pazienti con tumore del colon in stadio avanzato, rispetto a chi non ne consuma. Lo ha evidenziato uno studio osservazionale iniziato nel 1999 e condotto su 826 malati oncologici da ricercatori statunitensi. Numerosi studi in pazienti con patologie cardiache o diabete avevano mostrato il beneficio di un stile di vita salutare, ma nessuno aveva preso in considerazione il vantaggio in persone con tumore del colon. Il dott. Temidayo Fadelu del Dana-Faber Cancer Institute, autore dello studio, ha sottolineato: “Spesso i pazienti con malattia in stadio avanzato che beneficiano della chemioterapia chiedono cos’altro possono fare per ridurre le probabilità di recidiva o morte e il nostro studio contribuisce in maniera decisiva all’idea che modificando la dieta e l’attività fisica può essere salutare”.

Nessuna riduzione del rischio di recidiva e morte è stata vista con il consumo di arachidi o burro d’arachidi, probabilmente perché legumi.