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Intervista a Giordano Beretta presidente eletto AIOM

“DAL MARE NOSTRUM UN AIUTO ANCHE CONTRO IL TUMORE DEL PANCREAS”

La prevenzione del tumore del pancreas passa anche dalla tavola?
Sì, esiste infatti un dato molto interessante. Gli abitanti del Nord Italia si ammalano di più di questa forma di cancro rispetto a quelli del Sud. Nel 2017 il numero di nuovi casi riscontrati nel Mezzogiorno rispetto al Settentrione sono stati il 25% in meno tra gli uomini e il 28% tra le donne. E anche al Centro le neoplasie registrate sono inferiori del 19%. Il maggiore consumo di frutta e verdura fresche, tipico della dieta mediterranea, protegge dal rischio di insorgenza della neoplasia. E’ l’ennesima dimostrazione che l’alimentazione del Mare Nostrum è un patrimonio che va salvaguardato e maggiormente promosso.

Qual è il livello di conoscenza ed informazione degli italiani sulla patologia?
Da un sondaggio che abbiamo condotto come AIOM su oltre 1.500 cittadini sono emersi dati abbastanza preoccupanti. Quattro italiani su dieci non hanno mai sentito parlare della malattia. Solo l’1% ritiene che il fumo di sigaretta sia una fattore di rischio importante. Il 97% non ha mai parlato di questo tumore specifico con il proprio medico di famiglia e il 77% ammette di non conoscere i sintomi della patologia. L’80% vorrebbe avere maggiori informazioni su come prevenirlo e affrontarlo.

L’AIOM ha già portando avanti campagne specifiche su questa insidiosa neoplasia?
Si negli anni scorsi la nostra Società Scientifica ha lanciato il progetto di sensibilizzazione Pancrea, il primo condotto a livello nazionale interamente dedicato all’informazione sul carcinoma pancreatico. L’obiettivo è stato aumentare il livello di consapevolezza dei cittadini. Adesso abbiamo deciso di concentrarci su un tema fondamentale che è quello dell’alimentazione. La nutrizione infatti riveste un ruolo sempre più importante sia per la prevenzione primaria che per la salute del paziente oncologico.

 

Lo sapevi che ...

OGGI, SI PUO' DIVENTARE MADRE DOPO IL TUMORE DEL SENO?

Il carcinoma alla mammella e una forma di tumore femminile molto frequente nel nostro Paese. L’innovazione prodotta dalla ricerca medico-scientifica ha permesso di raggiungere risultati importanti. Negli ultimi due decenni si è assistito ad un incremento costante e progressivo dell’incidenza della neoplasia. Tuttavia, dopo aver fatto registrare un picco negli anni 80, la mortalità risulta diminuita. Migliora anche la durata della sopravvivenza nelle pazienti con patologia in stadio avanzato. In totale si calcola che in Italia vivono circa 700mila persone con una diagnosti di questa malattia oncologica. Molte di queste donne sono relativamente giovani e, nonostante la malattia, vorrebbero un giorno riuscire a diventare mamme.

“Una paziente su cinque è colpita durante l’età fertile e quindi il desiderio di una futura maternità è uno degli aspetti da considerare nella scelta dei trattamenti – sottolinea la dott.ssa Stefania Gori, Presidente Nazionale AIOM -. Alcuni trattamenti possono provocare una menopausa precoce. Se prima della diagnosi della malattia una donna ha pianificato una gravidanza bisogna valutare la possibilità della conservazione degli ovociti. Inoltre durante la chemioterapia è possibile proteggere le ovaie con la somministrazione di appositi farmaci al fine di preservare la funzione riproduttiva”.

Come per tanti altri tumori anche quello al seno può essere evitato attraverso stili di vita sani. In particolare il grave eccesso di peso e un’alimentazione scorretta sono due fattori di rischio riconosciuti anche per questo tipo di neoplasia. Al contrario, la dieta mediterranea ha dimostrato di avere un’azione protettiva. Gli elementi principali che non devono mai mancare sulla tavola sono frutta e verdura di stagione, cereali (soprattutto integrali), pesce, carne, in particolare bianca (pollo, coniglio). Il condimento migliore è l’olio extravergine d’oliva, da abolire grassi animali, burro e margarine.

L’eccesso di peso può aumentare il rischio di tumore del seno perché il tessuto adiposo è la principale fonte di sintesi di ormoni estrogeni circolanti, con conseguente eccessivo stimolo ormonale sulla ghiandola mammaria.

I NOSTRI CONSIGLI

Due strumenti per controllare il peso corporeo

I chili di troppo non rappresentano solo un problema estetico. Sono una condizione tipica del mondo occidentale dove sono aumentati i consumi di zuccheri e grassi (sostanze nutritive molto energetiche) e si è invece ridota notevole l’attività fisica. Tenere sotto controllo il proprio peso risulta fondamentale per prevenire molte gravi malattie (tra cui quelle reumatiche). Un parametro molto importante per determinare il grado di sovrappeso è la misurazione della circonferenza addominale. Ecco quali sono le tre regole per misurarla:

• utilizzare sempre un metro a nastro (non elastico)
• sistemarsi davanti a uno specchio con l’addome nudo;
• posizionare il metro a livello della vita, in linea orizzontale, parallela al pavimento. Se la vita non è bene evidente, il punto di riferimento è l’ombelico. Il nastro dovrà essere sempre in linea parallela rispetto al pavimento.

Se il girovita è maggiore di 80 centimetri il rischio di obesità è moderato, superiore a 88 cm è elevato, oltre 110 molto elevato. In alternativa è possibile calcolare il peso ideale attraverso il Body Mass Index (Bmi) (o indice di massa corporea). Si ottiene dividendo il peso corporeo (espresso in kg) per il quadrato dell’altezza (in metri). La fascia ideale è quella compresa tra i valori di 18.5 e 24.9. L’indice di sovrappeso è compreso tra 25 e 30 mentre se supera i 30 si parla di obesità.

ALIMENTAZIONE

Osteoporosi: la prevenzione comincia da adolescenti

E’ una malattia che interessa adulti e anziani ma la prevenzione deve cominciare da giovani. E’ l’osteoporosi e si calcola che solo nel nostro Paese colpisca oltre cinque milioni di persone. Più dell’80% dei pazienti sono donne e in alcuni casi sono addirittura adolescenti. Si tratta di giovani attratte dal mito della linea a tutti i costi e che quindi seguono diete molto povere di nutrienti negando così’ all’organismo la possibilità di generare e rafforzare il materiale osseo necessario per affrontare la vecchiaia. Fino ad una cera età infatti il nostro tessuto osseo si “costruisce” e intorno ai 35 anni raggiunge la massima densità.

Per evitare la patologia tuttavia sin da giovani bisogna adottare stili di vita sani. Durante questo periodo della vita la formazione delle ossa dovrebbe essere sostenuta da un’alimentazione ricca di calcio e da un apporto sufficiente di vitamina D all’organismo. Inoltre è una buona abitudine praticare molto movimento fisico a fine di acquisire una massa ossea più forte robusta. Ci sono poi altre regole che un teenager deve seguire per prevenire l’osteoporosi e tante altre malattie: non fumare, ridurre al minimo il consumo di alcol, evitare alimenti ricchi di fosfati (come per esempio bevande gassate, dolciumi o cibo da fast-food) perché ostacolano l’assorbimento del calcio.

Infine attenzione al consumo di sale nella dieta. Elevati apporti di sodio aumentano infatti il rischio di osteoporosi e anche di patologie cardiovascolari e renali o alcune forme di tumori.