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Alcol, parola d’ordine moderazione!

BERE TROPPO AUMENTA IL RISCHIO DI DIVERSE FORME DI CANCRO

L’alcol è una sostanza tossica e cancerogena, la cui assunzione può compromettere la salute di chi ne abusa. È infatti dimostrato scientificamente che il consumo di bevande alcoliche aumenta il rischio di insorgenza di molte gravi malattie come il cancro. Più nello specifico sia negli uomini che nelle donne, la frazione di rischio attribuibile al consumo di bevande alcoliche è alta per i tumori del tratto aereo superiore (25-44%), del fegato (18-33%) e del colon-retto (4-17%). Inoltre è responsabile di circa il 5% dei casi femminili di tumore della mammella. Non va poi dimenticato come un grammo di alcol apporta 7 Kcalorie. Al tempo stesso però non può essere considerato un nutriente come lo sono, per esempio, le proteine o i carboidrati. Quindi il suo consumo non risulta utile al nostro organismo.

Secondo l’ultimo report del Ministero della Salute sono soprattutto uomini sono oltre 8,6 milioni gli italiani da considerare bevitori a rischio. Di questi, ben 6 milioni sono uomini. Ma a preoccupare sono in particolare i “giovani anziani” (tra i 65-75 anni) e i minori. “Le persone anziane sono quelle più esposte ai rischi dell’alcol perché hanno una minore tolleranza degli effetti negativi – aggiunge il dott. Fabrizio Nicolis, Presidente della Fondazione AIOM -. L’abuso di alcol è associato a demenza e se viene assunto in quantità eccessiva è tossico per le cellule cerebrali. Ne causa la degenerazione e riduce così la riserva cerebrale. Tocca quindi proprio agli over 65 avere qualche accortezza in più”.

Il consiglio è quindi quello di consultare un medico per stabilire quale sia la dose quotidiana ottimale, poiché le risposte dell’organismo in età avanzata possono variare da persona a persona. L’assunzione è infine assolutamente sconsigliata prima dei quindici anni, l’organismo infatti non è in grado di “digerirlo” in maniera efficace e si producono più rapidamente fenomeni di intossicazione.

Intervista a Stefania Gori, Presidente Nazionale AIOM

“QUATTRO TUMORI SU 10 SONO EVITABILI”

Il tumore del seno è una malattia ereditaria? 
Si stima che circa il 5-10% dei casi riconoscano una base di predisposizione ereditaria. Donne ad alto rischio per importante storia familiare o perché portatrici della mutazione di un particolare gene, BRCA1 o BRCA-2, dovrebbero iniziare a fare dei controlli medici a 25 anni d’età seguendo protocolli diagnostici ben precisi. Fortunatamente questi sono casi particolari, perché la maggior parte delle diagnosi i 50 anni non è legata a fattori ereditari.

E per quanto riguarda invece il carcinoma pancreatico?
Le ultime ricerche scientifiche dimostrano che fino al 10% dei pazienti con questa neoplasia evidenzia una storia familiare.

Per entrambe le malattie è importante il ruolo della dieta?
Senza dubbio, così come il grave eccesso di peso può favorire l’insorgenza di queste forme di cancro. In totale è il 40% è riconducibile a fattori modificabili come gli stili di vita.

Cosa si intende per chemioterapia “intelligente”?
E’ un tipo di trattamento anti-tumorale che utilizza particelle di dimensioni nanometriche, 100 volte più piccole di un globulo rosso. Può oltrepassare le barriere fisiologiche per portare con forza il farmaco al centro della cellula malata e bloccare la crescita della neoplasia. Così riusciamo a somministrare la cura in dosi maggiori rispetto alla formulazione tradizionale: il 33% in più. In questo modo abbiamo una maggiore efficacia con minori effetti collaterali.

Questa tipologia di farmaci viene utilizzata nella cura del tumore del seno e del pancreas?
Si, il farmaco si chiama Nab-paclitaxel e si basa nell’impiego dell’albumina, una proteina umana naturalmente presente nell’organismo in dimensioni nanometriche, in cui viene racchiuso un farmaco chemioterapico (paclitaxel) che viene così trasportato direttamente nella sede del tumore.

I NOSTRI CONSIGLI

Sport anche durante la terza età? Si può fare!

Chi l’ha detto che durante la vecchiaia non è più possibile praticare un po’ di moto? Anche in questa fase della vita si può fare sport, l’importante è seguire alcuni accorgimenti e farlo con la supervisione di uno specialista. In questo modo rimane un’arma fondamentale contro le malattie anche per gli over 65. Previene molti problemi psicofisici collegati all’età favorendo la socializzazione e combattendo la depressione tipica. Ecco l’attività muscolare ideale:

•    deve essere svolta due o più volte a settimana
•    gli esercizi interessano tutti i più importanti gruppi muscolari: gambe, glutei, dorsali, addominali, pettorali, spalle e braccia
•    bisogna effettuare almeno 8-12 ripetizioni per ogni gruppo muscolare, aumentando la resistenza o il numero di ripetizioni quando un esercizio diventa facile

È importante cercare di diventare più costanti giorno dopo giorno, iniziando a dedicarsi anche ad altre attività piacevoli, come il giardinaggio, una partita a bocce con gli amici o un ballo serale. Non si deve dimenticare, poi, una qualsiasi attività di mantenimento o incremento della flessibilità con l’ausilio di stretching assistito per ciascuna delle principali fasce muscolari, almeno due giorni a settimana.

ALIMENTAZIONE

Meno sale? Più benessere!

La dieta occidentale utilizza troppo sale. Non bisogna pensare solo a quello che viene aggiunto all’insalata, nella pasta o su una bistecca. Esiste anche quello nascosto nei cibi precotti, conservati, o negli snack. Un consumo eccessivo può favorire l’ipertensione arteriosa, la principale causa di malattie cardiovascolari, un vero e proprio killer silenzioso.

“E’ la causa prima di mortalità in tutto il mondo – spiega il prof. Enrico Agabiti Rosei, Past President dell’European Society of Hypertension (ESH) -. Si tratta del fattore di rischio più importante e come causa di eventi fatali e non fatali ha superato il fumo di tabacco e l’inquinamento atmosferico. In Europa si spendono ogni anno circa 200 miliardi per il trattamento delle malattie cardiovascolari che in gran parte sono correlate all’ipertensione. E’ possibile prevenirla iniziando proprio dalla tavola”.

Il nostro palato si abitua in fretta: prova a ridurre in modo graduale il sale in cucina, vedrai che in poco tempo non noterai la differenza rispetto a prima. Un trucco consiste nel sostituire il sale con erbe aromatiche (prezzemolo, rosmarino, basilico, aglio, cipolla, origano, ecc.) e spezie (peperoncino, pepe, curry, ecc.).