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Olio di semi Vs. Olio extravergine

Roma, 8 febbraio 2018 – Gli oli, siano essi di semi o extravergini, sono composti per il 99,9% da grasso: anche da un punto di vista calorico si equivalgono, dal momento che entrambi contengono 9 chilocalorie per grammo (1 cucchiaio = 90 kcal). Le differenze sono evidenti invece per quanto riguarda il contenuto di vitamine e la qualità degli acidi grassi. Innanzitutto va chiarito che l’olio di semi può sostituire saltuariamente ma mai del tutto quello extravergine d’oliva, che ha altri pregi, come dimostra il suo ruolo principale nella tanto (giustamente) decantata dieta mediterranea: le molte vitamine da esso contenute e la sua composizione in acidi grassi lo rendono molto utile contro l’ossidazione. Uno degli organi che più ne trae beneficio è il fegato, per via di un’alta digeribilità che aiuta la funzione gastrica, diminuendo il rischio di sviluppare un’ulcera duodenale e altre patologie. L’olio di semi ha anch’esso molti acidi grassi, tuttavia presenta una quantità minore di vitamine, fitosteroli, idrocarburi e composti fenolici. Inoltre costituisce un valore nutrizionale inferiore rispetto al “cugino”, essendogli poi da meno anche per quanto riguarda sapore e odore.