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Malattie degenerative

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L'osteoporosi

L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro, caratterizzata da una riduzione della massa ossea (si parla di alterazioni quantitative) e dal deterioramento della microarchitettura (alterazioni qualitative). Questi due elementi determinano un aumento della fragilità e quindi un maggior rischio di frattura. Sono considerate “primitive” le forme post-menopausale e senile, mentre quelle determinate da un ampio numero di patologie e farmaci sono definite “secondarie”. Per l’International Osteoporosis Foundation (IOF) la diagnosi si basa sulla presenza di una bassa densità ossea che rappresenta il miglior fattore predittivo per frattura, come viene confermato da numerosi studi. È oggi ampiamente accettato che l’osteoporosi non è solo conseguente alla perdita ossea correlata all’avanzare dell’età ma anche alla sua formazione: un individuo che non raggiunge infatti un picco ottimale di massa ossea durante l’infanzia e l’adolescenza, potrebbe sviluppare osteoporosi in età adulta.

SINTOMI E DIAGNOSI

L'osteoporosi è generalmente asintomatica, e si manifesta solo in seguito a frattura ossea. È quindi importante la diagnosi precoce. La Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC) è lo strumento più adatto per seguire variazioni della massa ossea nel tempo. La tomografia computerizzata quantitativa permette invece di misurare la quantità di minerale in singole porzioni di osso. La precisione della metodica, tuttavia, è più scarsa delle tecniche sensitometriche: la quantità di radiazioni emesse è inoltre più elevata. Per misurare la massa ossea in sedi che normalmente non sono suscettibili di fratture da fragilità (falangi, rotula, tibia, ecc.), vengono abitualmente impiegate le tecniche ad ultrasuoni. I dati ricavati da questa procedura forniscono informazioni estremamente utili relative alle proprietà strutturali dell'osso. Quando l’osteoporosi è più avanzata spesso è sufficiente una radiografia della colonna vertebrale per valutare la perdita di massa ossea o una riduzione dell’altezza delle vertebre. La radiografia non è utilizzabile nella diagnosi precoce dell’osteoporosi, perché evidenzia una variazione del contenuto minerale solo quando la perdita ossea è di circa il 40%. La misurazione della densità ossea può essere effettuata in varie parti dello scheletro ma i siti più utilizzati sono il femore e la colonna vertebrale a livello lombare. Una bassa densità ossea indica un aumento del rischio di frattura in qualsiasi sede.

LA TERAPIA

Esistono due grandi categorie di farmaci per trattare la degenerazione dell’osso: i farmaci antiriassorbitivi (tutti i bifosfonati) che inibiscono la distruzione dell’osso. L’altra, più recente, è quella dei cosiddetti osteoformatori, che stimolano la formazione dell’osso. Con i primi si blocca la distruzione dell’osso, ma nel tempo si interrompe anche la costruzione. Con i secondi accade invece il procedimento opposto. Esistono poi molecole in grado di stimolare adeguatamente il processo costruttivo e che contemporaneamente inibiscono il riassorbimento, come il ranelato di stronzio