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La Fimp aderisce alla giornata di prevenzione dello spreco alimentare

Roma, 4 febbraio 2020 – Ogni anno, in media in tutto il mondo, vengono sprecate circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo con gravi conseguenze per l’ambiente e la salute. Per questo la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) aderisce alla VII Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare che si celebra il 5 febbraio con diverse iniziative in tutta la Penisola. “La nutrizione è fondamentale per la salute di bambini e adolescenti – afferma il dott. Paolo Biasci, Presidente Nazionale FIMP -. Oltre a prestare estrema attenzione alla quantità e qualità del cibo, che consumano i più giovani, è importante evitare il più possibile inutili sprechi. Bastano alcuni semplici accorgimenti per non essere costretti a buttare nella spazzatura alimenti commestibili”. “La scelta, la preparazione e la corretta conservazione del cibo producono effetti benefici sull’organismo – aggiunge la dott.ssa Adima Lamborghini, Coordinatore Nazionale Area Alimentazione e Nutrizione FIMP -. L’acquisto programmato settimanalmente permette di variare le proposte dei cibi presenti sulla tavola, alternando così le varie fonti di energia. Va evitato di comprare prodotti già confezionati in alte quantità, per i quali è maggiore il rischio di spreco e di eccesso calorico. È poi preferibile rispettare la stagionalità, perché i prodotti non di stagione richiedono un maggiore consumo di energia per essere prodotti e immessi in commercio, hanno minore valore biologico e spesso necessitano di trattamenti con conservanti”. “Contrastare gli sprechi alimentari significa anche garantire una maggiore sostenibilità ambientale – sottolinea il dott. Marco Granchi, componente del gruppo di studio dell’Area Ambiente e Salute FIMP -. Le attività della filiera agro-alimentare sono infatti responsabili del 25% delle emissioni globali di gas serra. Con il cibo sprecato vengono consumati inutilmente anche terra, acqua ed energia necessari alla produzione. Se riusciamo a diminuire la quantità di rifiuti, che arriva nelle discariche e negli inceneritori, si riducono le emissioni di metano e anidride carbonica”. “Un terzo delle malattie infantili, in particolare le Malattie Non Comunicabili (le NCD, come ad esempio Diabete tipo 2, Obesità, Disturbi del Neurosviluppo), è attribuibile a fattori ambientali – conclude il dott. Mattia Doria, Segretario Nazionale alle attività Scientifiche FIMP -. Per questo come FIMP siamo impegnati con le istituzioni sanitarie del nostro Paese (in particolare con l’ISS) per approfondire queste tematiche e abbiamo deciso di sostenere un’iniziativa nazionale che mette al centro un grave e diffuso problema di cui si parla ancora poco. Come pediatri di famiglia possiamo accompagnare i genitori e giovani affinché mettano in atto comportamenti virtuosi. La tutela dell’ambiente deve essere una priorità per tutti e può cominciare anche attraverso semplici gesti quotidiani”.