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Bambini e capricci, impariamo a dire di “no”

Roma, 06 novembre 2018 – Ci sono alcuni giorni in cui i bambini, soprattutto i più piccoli, non riescono a fare a meno di piangere. Non perché stiano male, ma piuttosto perché vogliono fare un po’ i capricci. Cosa fare? Comportamenti di questo tipo sono una caratteristica di quasi tutti i bimbi dai 2 anni in poi: a questa età uno su cinque fa i capricci almeno due volte al giorno, alcuni poi già a 12 mesi. Ma non si può considerarli tali prima dei 5-6 mesi di età. In queste situazioni può accadere che, non sapendo come comportarsi, si dia corda al piccolo per impedire che si arrabbi di più o pianga in modo inconsolabile, cedendo alle pretese e viziandolo. Può risultare controproducente essere a sua disposizione per qualsiasi cosa o al momento sbagliato, ad esempio quando deve imparare a giocare da solo o con altri coetanei. Essere troppo permissivi potrà renderlo viziato e arrogante, compromettendo i suoi rapporti con i compagni, con i coetanei e con gli insegnanti. Anche con un conseguente scarso rendimento scolastico. Imparare a dire “no” con fermezza, ogni tanto, rappresenta la migliore delle soluzioni.