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5-6 pasti e cibi “benzina”: ecco la “dieta del manager”

Roma, 6 marzo 2018 – Stress ‘a mille’, un’agenda senza tregua e il cervello sempre acceso: è la giornata tipo di un manager. Una vita in movimento che lascia poco spazio per la tavola e poca attenzione a quello che si mangia. Eppure, il legame fra performance intellettive e alimentazione è molto. Forte. Il segreto? Spezzare l’apporto calorico giornaliero in piccoli pasti ricchi di energia. Le regole sono poche: sì alla dieta mediterranea e no ai regimi alimentari iperproteici all’americana, sì alla giusta dose di grassi e zuccheri “benzina” per il cervello, attenzione alla colazione, che ha la funzione di “starter” e serve ad accendere i motori. Pranzo e cena devono essere armonizzati nella completezza, mentre la colazione richiede più carboidrati, ma anche un po’ di grassi. Meglio evitare una colazione salata, piuttosto un buon latte e caffè, affiancato magari da pane e marmellata, o in alternativa miele o crema spalmabile alla nocciola. Poi ci sono i fuori pasto: alla mattina spuntini veloci ai cereali e al latte, con una spremuta di frutta (carboidrati, dunque, che permettano di mantenere alte performance), nel pomeriggio pausa con tazza di cioccolato o una tazza di tè (ma va bene anche la frutta). Il pranzo, pasto principale della giornata, deve essere molto energetico, ma non appesantire: l’ideale è un primo piatto come riso e piselli o pasta e fagioli, un bicchiere di vino e frutta. La sera e’ il momento di alternare le varie proteine, dalla carne rossa alla carne bianca, dal pesce alle uova ai formaggi freschi. Al termine della giornata, ci si può prendere un po’ di cioccolato, qualcosa che faccia stare bene con se stessi senza appesantire.